Urc: Benetton bello, ma che beffa. Zebre, malinconico k.o.

Urc: Benetton bello, ma che beffa. Zebre, malinconico k.o.

Stavolta è andata male. Ma il Benetton avrebbe meritato un altro successo all’ultimo respiro, come quello contro Edimburgo con il drop allo scadere di Marin. Invece nel 4° turno di United Rugby Championsip perde 29-26 per un calcio subito al 76’; dopo un’eccitante rimonta di 19 punti (da 7-26); recriminando per un fallo dato a Menoncello in attacco nell’ultima azione che poteva essere capovolto: la giovane ala ha subito una spinta prima di franare sull’avversario in volo che prendeva il pallone. Treviso deve così accontentarsi di 2 punti di bonus e di una prestazione di alto livello per ritmo, intensiva, fisicità, qualità tecnica. Dove ha dominato 50 minuti su 80 di una partita spettacolare, conclusa con 4 mete a testa.

IL PRIMO TEMPO

  Il Benetton parte in quarta. Nel senso di quarta meta stagionale di Gianmarco Lucchesi, metaman del torneo, su pick and go dopo un maul avanzante. È il 5’ ed è già avanti 7-0, trasformazione di Albornoz. Poi Treviso continua a premere sull’acceleratore, forte del giallo al 12’ a Morgan, ma non traduce la netta superiorità e la disciplina (0-7 i falli fino al 30’) in punti. Neanche quando Ioane al 16’ schiaccia in bandierina, ma è portato in touche col ginocchio nel placcaggio. Meta non fatta, meta subita: alla mezzora la gara cambia volto. Gli Ospreys nel giro di 4’ vanno a segno con Nagy (32’) in 2ª fase da touche, dopo uno dei calci di liberazione sbagliati da Braley, e con Roots (36’) in 1ª fase da palla recuperata in contro ruck, lanciato da un delizioso sottomano di Webb. Treviso ha dominato 3/4 del tempo, ma chiude sotto 7-12.

IL SECONDO TEMPO

  Nella ripresa l’andamento è speculare. L’uno-due di Webb (42’ e 49’) su errori difensivi del Benetton sembra chiudere dopo 10’ la partita (7-26). Invece torna in cattedra Treviso. Costringe gli Ospreys a un altro giallo (Cutberth) e stavolta concretizza la superiorità con tre mete una più bella dell’altra. Rhyno Smith (51’) su calcetto a scavalcare per se stesso da maul. Ioane (59’) su contrattacco dello stesso Smith. Menoncello in 1ª fase da mischia dopo che smith fissa due rivali (67’). La rimonta è compiuta, 26-26. L’inerzia sembra spingere il Benetton a un’altra vittoria nei minuti finali, viste anche le 4 touche rubate. Invece la disciplina fino a quel momento impeccabile fa cilecca (7 falli a 5 nella ripresa), anche per l’esperienza degli Ospreys a cercare falli in maul. Così Myler al 72’ sbaglia il primo calcio dai 25 metri e al 76’ centra il secondo per la vittoria finale (29-26) della squadra del monumento Alun Wyn Jones. In campo 80’ anche qui come quando comanda il pack del Galles.

ZEBRE, ENNESIMO K.O.

—   Solita, malinconica, sconfitta per le Zebre a Parma: 17-6 contro un Glasgow lontano parente della squadra spumeggiante nel gioco alla mano da ogni parte del campo, capace di vincere la Celtic League 2015. Gli scozzesi segnano due mete nel primo tempo con Bean (6’) e Tuipuloto (29’), trasformate da Weir, e sembrano poter prendere il largo. Invece la solida difesa delle Zebre mantiene il divario sul 6-14 a fine primo tempo (2 calci di Canna). Nella ripresa l’indisciplina di Glasgow regala tante opportunità alle Zebre, sotto forma di molteplici penaltouche in attacco, spesso sulla linea dei 5 metri. Gli errori di gestione degli italiani (in avanti, touche perse, errori di passaggio) impediscono però di trasformare la superiorità di possesso e territorio in punti. Neanche quando Canna ci prova al piede da 40 metri (61’). Anzi è Weir con un piazzato 4’ dopo a segnare gli unici 3 punti del secondo tempo. Per la squadra di Parma (18ª sconfitta su 18 con Glasgow) invece di una possibile vittoria in rimonta non c’è neanche il punto di bonus difensivo. Resta così in coda alla classifica con un punto. Fra le individualità da premiare la vitalità e la rapidità dell’ala Pierre Bruno, importante in chiave azzurra.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/16-10-2021/rugby-urc-benetton-bello-ma-che-beffa-zebre-malinconico-ko-4201858899462.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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