Un’enorme Irlanda abbatte gli All Blacks, l'Inghilterra la spunta sull'Australia

Un’enorme Irlanda abbatte gli All Blacks, l'Inghilterra la spunta sull'Australia

Una enorme Irlanda ha sconfitto per 29-20 gli All Blacks a Dublino nel match che ha caratterizzato il pomeriggio del terzo weekend dedicato alle Autumn Nations Series. Si tratta della terza vittoria irlandese negli ultimi 5 test giocati fra le due squadre dopo quella del novembre 2016 a Chicago (la prima nella storia) e quella di 3 anni fa sempre a Dublino. A Twickenham, l’Inghilterra piega 32-15 l’Australia e adesso aspetta il Sudafrica campione del mondo per la rivincita dell’ultima finale iridata. Springboks che nel primo match del pomeriggio sono andati a vincere per 27-15 sulla Scozia a Murrayfield, confermandosi così dopo la bella vittoria sul Galles (23-18) della settimana scorsa.

DUBLINO

—   Niente schermaglie a Dublino tra Irlanda e All Blacks, che partono entrambe al massimo, giocando con una intensità pazzesca. Al 12’ un intervento piuttosto scomposto con un braccio troppo alto sul collo di Johnny Sexton costa il cartellino giallo al tallonatore neozelandese Codie Taylor. E l’Irlanda ne approfitta subito: gli avanti sfondano profondi nei 22 verso destra, poi il gioco viene aperto verso il centro fino al passaggio con il quale Bundee Aki pesca largissimo James Lowe, che resiste al placcaggio disperato di Beauden Barrett e schiaccia alla bandierina di sinistra (Sexton manca la trasformazione), per la perfetta conclusione di una combinazione fra i due neozelandesi equiparati in maglia verde. Gli All Blacks rispondono con un piazzato di Jordie Barrett e poi al 32’ trovano la meta da touche sui 10 metri: palla a Dalton Papalii che approfitta di una incomprensione tra il tallonatore Ronan Kelleher e la seconda linea Tadhg Furlong, ci si infila in mezzo e poi serve Taylor, che può volare a schiacciare in tuffo (Barrett trasforma). Per tutto il primo tempo i neozelandesi sommano appena 23 secondi passati nei 22 avversari, ma chiudono avanti nel punteggio praticamente solo grazie a una difesa quasi perfetta (il quasi è dovuto a un eccesso di indisciplina che forse l’arbitro avrebbe potuto punire anche con un altro giallo), di fronte a un dominio territoriale totale dei padroni di casa. La ripresa si apre con la strameritata meta irlandese: attacco deciso che sfonda fino ai 5 metri grazie soprattutto alle percussioni di Lowe e Garry Ringrose, fino a quando non è proprio Kelleher, servito da vicino da James Gibson-Park (l’altro neozelandese in maglia verde), a trovare un piccolissimo varco nel quale infilare il suo grande testone. Passano un paio di minuti e il flanker Caelan Doris riceve da una ruck appena fuori i 22 e, affettando come il burro una insolitamente distratta linea neozelandese, galoppa fin sotto i pali. Sexton infila solo la seconda trasformazione, poi anche un piazzato e gli irlandesi sono avanti 20-10. Ma gli All Blacks tornano subito in partita con lo splendido assist di Rieko Ioane per la volata in meta di Will Jordan (Barrett trasforma). Due minuti dopo Sexton infila un piazzato, al 69’ gli Jordie Barrett, poi al 74’ Carbery (subentrato a Sexton) ne realizza uno da metà campo che tiene i suoi a +6. La partita si decide al 79’: gli All Blacks provano a ripartire dalla loro metà campo, ma pochi metri dopo i 22 l’uomo in maglia nera viene catturato da quelli in verde e Tadhg Beirne conquista il tenuto che permette a Carbery di infilare il facile piazzato del 29-20. Gli All Blacks nell’ultimo impegno delle Series sfideranno la Francia a Parigi, mentre sabato prossimo l’Irlanda ospiterà sempre a Dublino l’Argentina.

TWICKENHAM

—   A Twickenham la sblocca James O’Connor su piazzato, ma i padroni di casa centrano il bersaglio grosso all’8’: palla fuori veloce dalla mischia, da Owen Farrell a Marcus Smith (che si sono per un attimo invertiti le posizioni), mezzo passo e palla veloce e vicina per Freddie Steward, arriva da dietro lanciato come una freccia, s’infila nello spazio, salta l’ultimo difensore e vola in meta (la prima in nazionale in 3 presenze per l’estremo). Owen Farrell la trasforma e tra il 13’ e il 18’ infila anche 2 piazzati. Al 21’ è O’Connor a centrare il bersaglio da posizione centrale, poi alla mezz’ora l’ala australiana Tom Wright centra la testa del tallonatore Jamie George con una spallata: cartellino giallo e pali per Farrell che firma il 16-9. Proprio prima dell’intervallo però tocca ancora a O’Connor, che dopo un’infrazione di Maro Itoje va di nuovo a segno a inizio ripresa per il -1. Al 48’ placcaggio pericoloso del pilone australiano Angus Bell su Courtney Lawes, altro giallo e 3 punti per Farrell, che poi, da posizione per lui semplice, al 54’ manda inaspettatamente largo. Il centro inglese si rifà poco dopo sulla punizione conquistata dalla mischia, ma poi esce per un problema alla caviglia sinistra. Così al 73’ l’incombenza della piazzola tocca a Smith: la giovane apertura degli Harlequins non si emoziona e firma il +10 che di fatto chiude i conti. E a tempo scaduto arriva anche la seconda meta: bella ripartenza australiana che rovescia il campo, ma poi Len Ikitau combina la frittata regalando la palla a Sam Simmonds che scappa via sull’out di sinistra, attira su di se il difensore e poi cede l’ovale per la corsa del tallonatore Jamie Blamire, che ovviamente non è un fulmine, ma che ha talmente tanto vantaggio che può arrivare sano e salvo fino al traguardo, con Smith che trasforma e fa calare il sipario. Fra una settimana a Twickenham andrà in scena la rivincita della finale iridata di due anni fa, quando arriverà il Sudafrica campione del mondo. L’Australia chiuderà invece il suo novembre internazionale a Cardiff con il Galles.

MURRAYFIELD

—   Dopo un ottimo avvio del Sudafrica, che rifiuta un paio di volte calci piazzabili nei 22 avversari per cercare il bersaglio grosso, salvo poi doversi mangiare le mani per i possessi sprecati, a Murrayfield a sbloccare il risultato è un piazzato di Finn Russell da 40 metri al 18’, che interrompe la lunghissima fase di sofferenza difensiva della Scozia. Russell che due minuti dopo potrebbe fare il bis, ma calcia largo. Così al 24’ dopo l’ennesima infrazione scozzese, Elton Jantjies decide di andare per i pali da posizione centrale e pareggia. E al 29’ arriva anche la meritata meta: gioco aperto al largo verso sinistra, Damian de Allende serve Siya Kolisi che a sua volta, con gli scozzesi che non riescono a scivolare in tempo, la cede all’ala Makazole Mapimpi, che sguscia via al placcaggio e s’invola imprendibile. La meta subita scuote però i padroni di casa, che finalmente si accendono e al 35’ coronano un bellissimo possesso in attacco con Stuart Hogg: dopo una serie di bellissimi scambi lungo l’out di sinistra, con Duhan van der Merwe che e Chris Harris protagonisti, un sudafricano riesce a toccare, ma sulla palla vagante si avventa l’estremo, che a quel punto ha la strada spalancata per volare fin sotto i pali. Russell trasforma, ma poi prima dell’intervallo sbaglia un piazzato non impossibile. E’ un delizioso assist di de Allende, dopo un bel break in accelerazione che spacca la linea difensiva scozzese, a liberare la corsa a sinistra di Mapimpi, che firma la doppietta al 43’ (Jantjes trasforma). L’apertura sudafricana firma poi il piazzato del 18-10, ma al 58’ la riapre Hogg: ruck profonda nei 22 nei presso della linea laterale di sinistra, gioco aperto velocemente verso il centro del campo a esplorare la superiorità numerica, veloci mani di Russell e van der Merwe e assist all’estremo per la corsa in meta (Russell però sbaglia ancora la trasformazione). Handre Pollard (subentrato a Jantjies) sbaglia un piazzato al 66’, ma due minuti dopo firma quello del +9, poi al 71’ arriva anche quello da metà campo di Frans Steyn, a coronare la netta superiorità nel gioco a terra dei campioni del mondo. E al 78’ quello di Pollard fissa il 30-15 finale. Per la Scozia arriva dunque lo stop dopo la bella affermazione sull’Australia (15-13) e fra una settimana ospiterà il Giappone.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/13-11-2021/rugby-test-match-all-blacks-sconfitti-irlanda-inghilterra-batte-australia-4202382851167.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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