Torna il Sei Nazioni, non l'Italia: l’Irlanda vince facile 50-17. E sono 26 k.o. di fila...

Torna il Sei Nazioni, non l'Italia: l’Irlanda vince facile 50-17. E sono 26 k.o. di fila...

IL TORNEO, IN UN AVIVA STADIUM A PORTE CHIUSE, RIPARTE DOPO OLTRE SETTE MESI. MATCH A SENSO UNICO, CON SETTE METE A DUE (DI PADOVANI E GARBISI)

Torna il Sei Nazioni, non cambiano i risultati: l’Italia, a Dublino, è travolta dall’Irlanda 50-17 (24-3), sette mete a due. In un Aviva Stadium desolatamente vuoto, nel recupero della quarta giornata, non c’è praticamente partita. Gli azzurri hanno il merito di aprire le marcature, con un piazzato di Garbisi, apertura debuttante (con giallo a Murray). Poi, in campo, c’è una sola squadra. I padroni di casa, col punto di bonus offensivo, balzano in vetta a una classifica cortissima. I match di sabato prossimo (con l’Inghilterra a Roma e i Verdi in Francia) saranno decisivi per determinare la vincente del Torneo.

SUL RING

—   La squadra di Franco Smith, intanto, dovrà leccarsi le ferite. Ancora una volta la differenza di valori tra le due squadre emerge prepotentemente. L’Italia ha a disposizione pochissimi palloni e quei pochi vengono utilizzati molto male. Non c’è avanzamento e benché Polledri sia per esempio un signor giocatore, non ci sono singoli che possano incidere. L’Irlanda lavora gli avversari al corpo. Ma, per rimanere in ambito pugilistico, è come se sul ring ci fossero atleti di diverse categorie di peso. Il punteggio, fino alla mezzora (10-3), ha dimensioni accettabili. Poi l’Irlanda schiaccia sull’acceleratore e sugli azzurri grandinano mete (due dell’esordiente Keenan, guizzante ala sinistra).

METE AZZURRE

—   La Nazionale del Trifoglio ne realizzerà sette: tre nel primo tempo, quattro nel secondo, dopo un ritorno dall’intervallo molto controllato. Contro due italiane. Di Padovani (al 60’) che, su clamoroso errore di Sexton, intercetta un pallone sulla linea di centrocampo, si invola e schiaccia in mezzo ai pali. E di un buon Garbisi (anche 3 su 3 dalla piazzola) che, a tempo scaduto, rende la pillola un po’ meno amara. Ci sono anche gli esordi dei livornesi Lucchesi (tallonatore) e Mori (centro), nipote di Fabrizio, iridato dei 400 hs a Siviglia 1999. Ma il problema è che la difesa irlandese toglie tutti i tempi all’attacco azzurro. Attacco che, spesso costretto a calci di alleggerimento, raramente supera la linea del vantaggio.

IL 26° K.O.

—   Tra i padroni di casa brillano in tanti, il terza linea Connors (20 placcaggi) su tutti. Nell’Italia inutile puntare il dito contro qualcuno. Il problema è ben più ampio: di sistema, di movimento. La ventiseiesima sconfitta consecutiva nel Sei Nazioni, benché inevitabile, non lascia intravvedere spiragli. Nemmeno i ritorni di Minozzi e Varney, due dal bel peso specifico, potranno fare molto.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/24-10-2020/rugby-torna-sei-nazioni-l-italia-resta-palo-l-irlanda-vince-50-17-390271511194.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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