Smith racconta il suo nuovo Alto Livello: “La chiave sarà l’Italia A“

Smith racconta il suo nuovo Alto Livello: “La chiave sarà l’Italia A“

Franco Smith si è trovato a guidare l’Italia nel periodo più duro, dopo che Conor O’Shea aveva abbandonato la nave, con l’emergenza Covid da affrontare e una Nazionale da ricostruire senza avere solide sponde politiche per farlo. Ha lanciato una squadra giovane, per primo ha dato fiducia a ragazzi come Paolo Garbisi, Federico Mori, Gianmarco Lucchesi, Michele Lamaro, Giosuè Zilocchi. Dopo l’ennesimo cucchiaio di legno azzurro è stato sollevato dall’incarico di c.t., ora affidato all’ex tecnico del Benetton Kieran Crowley, ma anche sulla base del contratto che lo lega alla Fir fino al 2024 ha assunto un incarico se possibile ancora più importante, quello di responsabile dell’Alto Livello. Che nella strategia del nuovo presidente federale, Marzio Innocenti, non comprende solo l’Italia e le franchigie dello United Rugby Championship (il torneo transnazionale, al via il 24 settembre, con le migliori di Italia, Scozia, Irlanda, Galles e Sudafrica), cioè Benetton Treviso e Zebre, ma che tiene dentro anche un Top 10 da rilanciare e una struttura di formazione dei migliori azzurri che presto sarà rivoluzionata, con due Accademie under 23 che dalla prossima stagione saranno in seno alla due franchigie. Oggi, quattro mesi dopo la nomina, l’ex apertura del Sudafrica spiega come funzionerà il sistema-Italia. Interrompere la striscia di 32 sconfitte nel Sei Nazioni è la priorità, ma c’è tutto un movimento di formazione da rifondare. Per questo, qualche giorno fa, la Fir ha spiegato per filo e per segno come funzionerà la filiera, con la definizione del concetto di “permit players” (giocatori sotto contratto federale, aggregati a Treviso e Zebre, che però potranno giocare con i club di Top 10) e di “draft players” (atleti sotto contratto con i club del campionato che però saranno seguiti dallo staff federale e potranno essere chiamati in Urc). “L’obiettivo è di arrivare ad avere in Italia almeno 60 giocatori di livello internazionale. Oggi sono molti meno”.

“L’idea è di avere alle Zebre e a Treviso un gruppo di giocatori che potranno anche giocare in campionato. Avranno al massimo 24 anni. Ognuno di loro sarà “affidato” a una società di Top 10, con la quale giocherà se non sarà impegnato nell’Urc o nelle coppe europee. Il Benetton già quest’anno ne avrà 13, lo stesso numero toccherà anche alle Zebre dalla prossima stagione. L’obiettivo è poter contare su un gruppo di una trentina di emergenti”.

“Ragazzi di interesse nazionale, come gli under 20 del 2001 che hanno appena fatto il Sei Nazioni in Galles. Per loro però non ci sarà il limite dei 24 anni, potranno essere anche più grandi. Se Treviso quest’anno avrà i permit, le Zebre hanno fatto richiesta ai vari club per poter usare giocatori di questo tipo. Giocheranno in campionato ma saranno costantemente seguiti da un comitato di Alto Livello (oltre che da Smith, composto dal d.t. azzurro Pacini, dal c.t. Crowley, dal preparatore azzurro Kruger, dall’ad delle Zebre Checchinato e dal d.g. di Treviso Pavanello, dal capo delegazione azzurro Morelli e da un rappresentante del Top 10, ndr), andranno in raduno una volta al mese e soprattutto giocheranno con la Nazionale A”.

QUANDO INIZIERÀ A GIOCARE QUESTA SQUADRA?

“Il 30 ottobre contro la Spagna, a Madrid. Il gruppo sarà allenato da Alessandro Troncon, più due tecnici dei club del Top 10 ancora da designare. Si raduneranno per la prima volta il 24 ottobre a Verona insieme alla Nazionale maggiore. C’è anche l’ipotesi di una partita contro l’Olanda prima di Natale, ma è più probabile che, visti i calendari, si vada al 2022. Vorremmo che si giocassero 6-7 partite l’anno”.

“Perché quest’anno la Nazionale non avrà partite in contemporanea con Zebre e Treviso, e le due franchigie devono vincere il più possibile. Quindi per questi ragazzi gli spazi per giocare in franchigia non saranno molti e non possiamo farli crescere. Dobbiamo trovare un’altra strada per far diventare questi atleti di classe mondiale. Ci pensavo da c.t. della Nazionale, alla necessità di una squadra emergenti. Se ci lavoriamo, svilupperemo gli atleti utili per i prossimi 12 anni. E già tra 2-3 avremo un gruppo più esperto, che ha intensità e qualità. E darà un’opportunità di crescita anche al top 10. Ci sono tre incontri organizzati nei prossimi giorni, in Veneto, a Reggio Emilia e a Roma, con gli staff tecnici delle società. Ho fatto un piano per aiutare gli allenatori ad aumentare il livello, la presenza fisica, l’intensità. Voglio condividere la mia esperienza”.

GLI UNDER 20 DEL 2002, QUELLI CHE CHIUDERANNO L’ACCADEMIA DI PARMA, SARANNO INQUADRATI COME PERMIT?

“No. E non è detto che il prossimo anno ci saranno gli stessi posti a disposizione. Più giocatori perdiamo in alto (Garbisi e Mori, appena passati a Montpellier e Bordeaux, sono due di questi, ndr), più spazi ci saranno. Ma quel titolo dovranno conquistarselo”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/08-09-2021/rugby-smith-nuovo-alto-livello-la-chiave-italia-emergenti-4201070665459.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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