Sei Nazioni Under 20, mai vista con l'Inghilterra un'Italia così. Ma non basta

Sei Nazioni Under 20, mai vista con l'Inghilterra un'Italia così. Ma non basta

All’Inghilterra il Grande Slam, all’Italia gli applausi e il rammarico di aver sfiorato ancora la storica impresa. Gli azzurrini del rugby non riescono a battere gli inglesi come i big del calcio. Ma all’Arms Park di Cardiff contro la regina del Sei Nazioni under 20 sfoderano forse la miglior prestazione in 22 anni contro di loro, perdendo 27-17 e facendoli tremare nella ripresa (parziale favorevole 10-7). L’unica miglior chiusura del torneo per i ragazzi di coach Massimo Brunello poteva essere la vittoria, stavolta vicina.

PRIMO TEMPO

—   Partono forte gli inglesi sfruttando l’indisciplina degli azzurrini, 5 falli a 1 in 15’. Così piazzano due mete fotocopia giocando sul vantaggio per altri due falli: penaltouche, maul avanzante, palla alla largo per il toccato dell’estremo Bailey (5’) e del centro Bates (15’). In mezzo un calcio di Matthews che sommato alle due trasformazioni fanno 17-0. Sembra l’inizio di un tracollo. Invece la difesa italiana regge e mettendo pressione riequilibra la gara, fino a quel momento in mano all’Inghilterra (66% di possesso). Non si limita a difendere l’Italia. Attacca con i grubber per superare la linea, ma per imprecisione o sfortuna va male. L’azione dove va a un soffio dalla meta è al 21’: penaltouche, maul portata a terra, raccoglie e vai ripetuti, Neculai (poi uscito temporaneamente per protocollo concussion) arriva corto, Piantella nell’allungo decisivo perde palla. Per il resto è equilibrio.

SECONDO TEMPO

—   L’Italia segna subito al piede con Ferrarin (17-3). Subisce al 43’ la meta di Relton in prima fase da mischia all’ala, nell’unico errore difensivo di posizionamento (3-22). Poi prende in mano la gara e fa tremare l’Inghilterra divenuta fallosa, schiacciandola per quasi 20’ nel suo campo. Al 45’ segna la meta il pilone Ion Neculai, migliore degli azzurrini, da pick and go. Al 53’ bis del tallonatore Tommaso Di Bartolomeo, da maul su punizione girata per reazione di Green e successiva penaltouche. Con le due trasformazioni di Marin siamo 22-17. Brunello manda dentro i big (oltre a Di Bartolomeo, Albanese, Vincent, Vaccari) pensando di assestare il colpo di grazia. Invece gli inglesi dal 60’ si installano nei 22 metri italiani e rinunciano a una serie di calci giocandoli in touche a 5 metri.

Risultato, 4 touche rubate dagli azzurrini, che si sommano alla superiorità in mischia chiusa. Un giallo a Piantella per falli ripetuti complica le cose. Ma nell’unica azione in cui l’Italia torna ai 5 metri in attacco, palla cacciata a terra de Neculai e penaltouche di 45 metri trovata da Marin, potrebbe piazzare la meta del sorpasso. Ma stavolta sono gli italiani a farsi rubare la touche e nel capovolgimento di fronte al 70’ Arthur Relton (uomo del match) segna la quarta meta libero all’ala per effetto della superiorità numerica. Il giallo a Vaccari sul successivo calcio d’invio (fallo aereo, Italia per qualche minuto in 13) mette fine alle speranze. Complessivamente 16 falli a 9 contro l’Italia, anche stavolta la gara l’ha persa qui. Ma è stata l’unica nel torneo insieme all’Irlanda a concedere solo 4 mete ai campioni inglesi.

LA SITUAZIONE

—   Francia-Irlanda 34-28; ore 21 Galles-Scozia 32-24. Classifica finale: Inghilterra 28 punti, Francia 19, Irlanda 16, Galles 9, Italia 7, Scozia 0.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/13-07-2021/sei-nazioni-u20-italia-inghilterra-4102735021835.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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