Rugby, si spegne Tito Lupini: l'ex azzurro aveva 65 anni

Rugby, si spegne Tito Lupini: l'ex azzurro aveva 65 anni

Dopo Massimo Cuttitta un altro pilone passa la palla, spinto indietro nella mischia più terribile del Covid. Tito Emilio Lupini è morto oggi a Johannesburg, in Sudafrica, dov’era nato e dove viveva con la famiglia. Aveva 65 anni. Un giorno prima il virus si è portato via la madre Wanda, 92 anni. Era in ospedale da inizio giugno. Il nipote Gino Lupini, ex azzurro di rugby, aveva diffuso la notizia e da tutta Italia era stata una gara di solidarietà per dargli sostegno morale con messaggi e audio whatsapp. Le sue condizioni sembravano migliorare, ma un’infezione al polmone non debellata gli è stata fatale.

CONDOTTIERO

—   Lupini è stato il condottiero della Rugby Rovigo due volte campione d’Italia (1988, 1990) e altre due finalista (1989, 1992) all’inizio dell’era play-off del campionato. Era la squadra dei campioni sudafricani Naas Botha, Gert Smal e dell’ex ct degli Springboks Nelie Smith, approdati in Italia per uscire dall’isolamento sportivo in cui l’apartheid costringeva il Paese. Tito era figlio di una famiglia bergamasca emigrata, che aveva fatto fortuna nel settore delle costruzioni. Giocava nel Transvaal (60 presenze), oggi Lions. A Rovigo insieme a questi big ha fatto crescere una generazione vincente ed è diventato un simbolo del club. Gli altri erano i campioni, lui il condottiero.

LEADERSHIP

—   Da pilone destro era il perno della mischia. Possedeva un’aggressività che soggiogava i rivali. Aveva grandi doti leadership e il gusto per l’aneddotica su cui il rugby ha costruito molta della sua narrazione pre professionistica. Raccontava così il suo arrivo a Rovigo nell’inverno 1984: “Milto Baratella, il dirigente venuto a ingaggiarmi, mi aveva convinto dicendomi che a Rovigo non c’era sempre il sole, nessuna umidità. Una notizia decisiva per i miei problemi cervicali. All’arrivo a Venezia l’areo è stato dirottato su Trieste per l’atterraggio. C’era troppa nebbia, non si vedeva nulla. Per tutto il viaggio in auto fino a Rovigo aumentava. E li ho capito che Milto mi aveva fregato”. Ma resteranno amici al punto che Tito verrà dal Sudafrica per il suo funerale.

UN PILONE COSÌ NON C’ERA IN ITALIA

—   Lupini a Rovigo è stato prima giocatore (scudetto 1988), poi allenatore-giocatore (1990) per complessive 123 presenze, infine allenatore. Se n’è andato dopo l’eliminazione in semifinale a Padova nel 1992-1993, ma è rimasto sempre legato alla città, dove veniva un paio di volte l’anno, per motivi affettivi ed è economici. Da imprenditore aveva avviato l’esportazione della Ciabatta Polesana, un tipo di pane, in Sudafrica, dove forniva tutti i migliori ristoranti e aveva un laboratorio per con oltre cento dipendenti. Lupini è stato anche uno dei primi oriundi in maglia azzurra, 11 presenze, insieme all’argentino Rodolfo Ambrosio. Ha debuttato il 12 aprile 1987 in Romania, dopo una querelle sul suo utilizzo come italiano in campionato nata da un ricorso del Benetton. Un pilone destro così all’epoca in Italia non c’era. Così il ct Marco Bollesan l’ha convocato per la prima Coppa del mondo in Nuova Zelanda, dove di fatto è stato l’unico sudafricano in campo (gli Springboks erano esclusi) e ha giocato a fianco dell’attuale presidente Federale Marzio Innocenti. “Non ci sono parole, solo dolore per la morte di Tito - scrive Innocenti sui canali Fir - Sapevo che il Covid lo aveva colpito e speravo che ce l’avrebbe fatta. Invece no, come Massimo Cuttitta, se ne è andato nel paradiso dei piloni. Loro sicuramente ci vanno perché l’inferno lo hanno conosciuto sulla terra, nelle mischie di una partita di rugby. Voglio tornare con la memoria a quel giorno di maggio del 1987 quando quindici ragazzi italiani e quindici neozelandesi aprirono una nuova era nella storia del Rugby. C’era tanto sole e tante nuvole e c’erano i gabbiani. Eravamo fianco a fianco, fratelli sull’erba. Sono profondamente commosso dalla scomparsa di Tito e vicino, insieme a tutta la nostra Nazionale del 1987, alla sua famiglia, agli amici di Rovigo ed a tutti coloro che gli hanno voluto bene”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/23-07-2021/rugby-seven-si-spegne-65-anni-emilio-lupini-4102993525314.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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