Reggio, l'ambizione del presidente cowboy: “Scudetto in tre anni“

Reggio, l'ambizione del presidente cowboy: “Scudetto in tre anni“

Spesso gli ultimi arrivati sono quelli che hanno più fretta. Delle quattro semifinaliste di Top 10, il Valorugby Emilia è la squadra meno blasonata. A Reggio si gioca dal 1945, ma la prima partecipazione al massimo campionato risale al 2011-12 e il solo trofeo in bacheca, la Coppa Italia, risale al 2018-19. Poco a che vedere con gli scudetti di Petrarca (13), Rovigo (12) e Calvisano (7). Eppure Reggio è la squadra che forse ha sofferto di più l’annullamento della scorsa stagione ed è di certo quella che ha scalpitato di più perché quella attuale avesse inizio, tanto da scendere in campo già il 29 agosto scorso a Sanremo contro il Monaco, per un “allenamento congiunto” che fece discutere.

CHE PRESIDENTE

—   Reggio è così, vulcanica come il suo allenatore-factotum Roberto Manghi e il suo presidente, Enrico Grassi, presidente della Elettric80 (robot industriali, 400 milioni di euro di fatturato l’anno), riconoscibilissimo per il suo style cowboy, tanto eccentrico quanto determinato. “Sono un ex calciatore, mi sono innamorato assistendo a una partita, mi colpì questa cosa che tra avversari, dopo i colpi in campo, ci si beveva una birra insieme. Mi piacciono i valori del rugby ma voglio vincere. L’intenzione è portare lo scudetto in città nel giro di tre anni”.

GIOCO APERTO

—   I Diavoli sono arrivati ai playoff per la seconda volta di fila. Oggi ospiteranno il Petrarca nella semifinale d’andata. Ci sarà anche un po’ di pubblico: ieri è arrivato il via libera del governo per 1000 persone sugli spalti nei playoff. Manghi è un vecchio lupo ovale, ha passato una vita a Parma da giocatore e da tecnico; nel 2015 è tornato al di là dell’Enza — la rivalità tra Reggio e Parma è forte, anche nel rugby — dopo essersi dimesso da direttore generale alle Zebre in seguito a un litigio col tecnico Andrea Cavinato. Ha costruito una squadra di esperienza, con atleti già visti a livello internazionale — Chistolini, Luus, Majstorovic — e giocatori di categoria, dagli ex petrarchini Chillon e Conforti fino al siciliano Amenta. “Facciamo un gioco aperto - spiega Manghi — cercando di seguire la filosofia francese di Jacques Brunel, che ci fa da consulente. Siamo ambiziosi, il presidente ci tiene. A volte però sbagliamo troppo. Come nell’ultima partita contro Padova di venti giorni fa, persa di 5 punti con quattro errori ai calci (due di Farolini, due di Newton), cosa che di solito non ci capita. Diciamo che siamo sempre noi che decidiamo come va la partita”. Andrea Marcato, allenatore del Petrarca, presenta così gli avversari: “Sono la squadra che propone il rugby più bello. Hanno dei gran ball-carrier, Rodriguez come apertura è bravo a farli muovere. Cercheremo di dare loro poche opzioni e mantenere bassa l’intensità. Così come credo che, nell’arco dei 160 minuti, la parte più importante sarà il primo tempo della prima partita: Reggio segna tanto all’inizio”.

IL FUTURO

—   Sono settimane di ricostruzione per il rugby italiano. Dopo l’elezione il presidente della Fir, Marzio Innocenti, ha annunciato di voler istituire, in qualche anno, una “Superlega” per dare competitività e visibilità al campionato. “L’idea ci piace, il cambiamento è importante — chiosa Grassi —. Noi ci saremmo. Bisogna comunque vedere che faccia avrà il rugby di alto livello in Italia. Abbiamo chiamato la squadra “Valorugby Emilia” per darle un respiro ampio. Le Zebre? Se diventassero una franchigia regionale potremmo essere interessati a entrare”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/15-05-2021/rugby-playoff-top-10-reggio-petrarca-presidente-cowboy-4101023755122.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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