Petrusic ha vinto: italiano di formazione, potrà tornare a giocare con la Bosnia

Petrusic ha vinto: italiano di formazione, potrà tornare a giocare con la Bosnia

C’è voluta la “testa dura” di un bosniaco dal simpatico accento emiliano per far cambiare regolamento. Dario Petrusic, omone di 1,90 per 100 chili, c’è riuscito. “Dopo aver rotto le scatole e mandato mail a tutti, compreso World Rugby” racconta. Sabato 30 ottobre tornerà a indossare la maglia della Bosnia contro Andorra nella Conference 2 Sud di Rugby Europe. La settimana dopo continuerà a giocare da italiano di formazione e di passaporto in serie C, con la seconda squadra dei Lyons Piacenza. Sarà ricordato come il “piccolo Bosman” del rugby italiano, capace di sanare un’ingiustizia sportiva. Perché?

IL CASO DI BANCE

—   Facciamo un passo indietro. Il 5 agosto Gazzetta.it raccontava la storia di “Bance, l’africano d’Italia che sogna di sfidare gli azzurri”. Nourou Bance, 31 anni, terza linea, milita nella squadra di Top 10 dei Lyons Piacenza da italiano. È arrivato con la famiglia in Italia a 12 anni e l’anno dopo ha iniziato a giocare a rugby, facendo la trafila delle giovanili. Allo stesso tempo gioca con la nazionale del Burkina Faso per contribuire alla crescita rugbistica del Paese d’origine. Il 1° luglio però la Fir cambia regola, interpretando in maniera estensiva una norma di World Rugby. Chi gioca per un’altra nazionale non può più giocare da italiano in campionato. Anche se la sua nazionale è al 91° posto del ranking mondiale, come il Burkina Faso. Anche se il giocatore vive e si è formato nei vivai italiani. Anche se World Rugby fra le “mission” ha quella di aiutare lo sviluppo dei Paesi meno evoluti. Così Bance è costretto a rinunciare a Burkina Faso-Zimbabwe, gara di qualificazione alla Coppa del mondo, altrimenti i Lyons dovranno schierarlo da straniero.

LA BATTAGLIA DI PETRUSIC

—   Nella stessa situazione c’è Petrusic, che non si rassegna. “Sono nato a Jajce nel 1991, a 80 km da Banja Luka” - racconta il 30enne seconda linea, di professione tecnico di macchinari industriali - “e nella Guerra dei Balcani la mia famiglia, cattolica, si è rifugiata in Croazia. Nel 1995 si sono riaperte le frontiere, mio padre ci ha portato a Piacenza, dove ha iniziato a lavorare da operaio edile. Io ho iniziato a giocare a rugby con i Lyons a 12 anni. Ho fatto lo stesso percorso di Bance fino al Top 10, una presenza contro San Donà, ora sono in serie C”. Parallelamente Petrusic ha iniziato la carriera internazionale con la Bosnia Erzegovina, 87° posto nel ranking. Insieme a lui c’è anche il più giovane Miralem Lekic, terza linea di formazione italiana dei Lyons Piacenza. “Da quando ho 23 anni gioco nella nazionale bosniaca. Ho 12 caps. Con la nuova regola non avrei più potuto farlo. Una regola insensata, penalizzante per me, la Bosnia e la stessa Federazione italiana. Così non mi sono rassegnato. In questi mesi ho tempestato di mail la Fir, i Lyons, la federazione bosniaca e World Rugby. Qualche giorno fa ho ricevuto la telefonata del vice presidente Fir Antonio Luisi. Mi ha detto che la regola era cambiata. Posso tornare a giocare per la Bosnia e da italiano nei Lyons. Ora aspetto l’atto ufficiale”.

LA NUOVA REGOLA

—   L’atto è un decreto del presidente Marzio Innocenti, che andrà ratificato dal consiglio federale. La nuova regola dice che lo status di giocatore italiano viene perso solo se giochi con una nazionale che occupa una posizione superiore al 25° nel ranking mondiale. Burkina Faso (91°) e Bosnia (87°) rientrano a pieno titolo. Ma anche il Brasile (27°) dove giocano Lorenzo Massari (Viadana) e Matteo Dell’Acqua (Valorugby), o l’Iran (93°) di Mohammadali Esteki (Valorugby). “Conosco una dozzina di casi del genere, ragazzi originari di Bulgaria, Serbia, Lituania” conclude Petrusic. Grazie alla sua battaglia vinta potranno giocare nelle loro in nazionali e da italiani in campionato

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/21-10-2021/rugby-nuovo-caso-bosman-dario-perusic-gioca-italia-4201962552074.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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