Padova-Rovigo per lo scudetto: tutto sul derby d’Italia che dura da 75 anni

Padova-Rovigo per lo scudetto: tutto sul derby d’Italia che dura da 75 anni

Fascino e tradizione: nel giorno della Festa della Repubblica si assegna lo scudetto n. 90 al termine del campionato n. 91, quello della scorsa stagione rimasto vacante. A contenderselo sono le sole due squadre mai retrocesse dalla massima serie: Padova e Rovigo. Appuntamento alle 18.40 al Plebiscito della Città del Santo, aperto a circa 2000 spettatori, pari al 25% della capienza, con diretta su RaiSport.

LE RADICI DELLA RIVALITÀ

—   Il derby d’Italia, giunto alla 170a edizione, mette in palio il titolo - con uno scontro diretto - per la terza volta. Sia nello spareggio di Udine 1977, funestato dalla morte di un tifoso rodigino colpito in tribuna da un fulmine, sia a Rovigo 2011 (quale onta per i padroni di casa), s’è imposto il Petrarca. Ma la rivalità, la più sentita dell’ovale tricolore, va ben oltre e affonda le proprie radici in tempi lontani. La prima sfida risale al 1948: ora non c’è partita più giocata. Quello polesano è stato fondato nel 1935, quello patavino nel 1947. A lungo è stato un inseguimento, dei secondi nei confronti dei primi. A dividere le due realtà meno di 50 km, il fiume Adige e, soprattutto, identità socioculturali ben distinte: Rovigo città povera e popolare, Padova aristocratica e universitaria. Per chiarire: quando il Petrarca di Memo Geremia, nel 1970, vince il primo scudetto, Rovigo ha già vissuto l’epopea di Maci Battaglini e ha conquistato sette titoli, quattro tra il 1951 e il 1954, tre tra il 1962 e il 1964.

NEL 1977 IN 18.000

—   Rivalità in campo, rivalità sugli spalti. Sfottò, cori (dai testi non trascrivibili) e scherzi pesanti, negli anni si sono sprecano. Il diapason si può probabilmente far risalire al 15 maggio 1977 quando, all’Appiani di Padova, arrivano in 18.000i. Petrarca-Samson, ultima di 26 giornate di un’equilibratissima serie A - i playoff saranno introdotti nel 1988 - potrebbe assegnare il titolo. Lo stadio, sorto da un paio d’anni vicino alla precedente “casa” del Tre Pini e dietro Prato della Valle, è incandescente. Il Petrarca stravince 21-9, si va al (triste) spareggio di Udine e la squadra guidata da Guy Pardies fa suo il sesto scudetto in otto stagioni. Rovigo, dopo quello del 1991, dovrà aspettarne 26 per riguardare tutti dall’alto.

L’OGGI È ANCORA CALDO

—   I tempi sono cambiati, certe passioni si sono assopite. I ricordi sono lontani. Il dualismo è scemato. Con l’avvento del Pro 14, i migliori giocatori e le migliori formazioni d’Italia non disputano la serie A. Anzi, il Top 10. Ma soprattutto il cuore rossoblu, nelle occasioni che contano, pulsa ancora forte. E l’odierna è una di quelle. I più giovani intonano i motivetti dei genitori: Petrarca-Rovigo, in fondo, nemmeno per i bambini dell’under 9, resta una partita diversa dalle altre. Stasera, del resto, si affrontano le prime di stagione regolare, la miglior difesa (Padova) e il miglior attacco (Rovigo). In semifinale l’una ha eliminato Reggio Emilia, l’altra - in finale per la sesta volta su sette - ha fatto fuori Calvisano, assente dal match decisivo dopo sei presenze consecutive. In panchina l’emergente Andrea Marcato e l’esperto Umberto Casellato. Vinca la migliore: Padova-Rovigo non finirà mai.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/02-06-2021/rugby-scudetto-padova-rovigo-derby-4101534283477.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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