Odiete: “Io, metaman al Digione. In Italia vivevo una situazione difficile“

Odiete: “Io, metaman al Digione.  In Italia vivevo una situazione difficile“

David Odiete ha fatto il suo debutto internazionale in Francia. Estremo nell’Italia del Sei Nazioni che il 6 febbraio 2016 a Parigi è stata battuta (23-21) solo da un drop di Plisson a 4’ dalla fine. In Francia ora ci è tornato per dare una svolta alla sua carriera. È diventato un punto fermo del Digione (1.190’, 17 presenze su 19 gare, 8 mete) in Nationale, il nuovo campionato di terza divisione. Per il 28enne di Reggio Emilia, laureato in Scienze dell’alimentazione, primo italiano nativo di colore (papà nigeriano) a vestire la maglia azzurra (7 caps), ex Zebre, Benetton, Mogliano e Rovigo si tratta di un traguardo importante. Che compensa in parte l’amarezza di non essere più stato selezionato per l’Italia.

COM’È ANDATA LA STAGIONE AL DIGIONE: 10° POSTO SU 14 SQUADRE A UN TURNO DALLA FINE (DOMENICA 23 MAGGIO?

“È stata interessante e divisa in due parti. La prima difficile. Sono arrivato in agosto, dopo 90 giorni di lockdown, con una preparazione atletica nulla. Ho lavorato molto per tornare a livello. Ho avuto alti e bassi fino a ottobre, quando il torneo è stato sospeso per il Covid”.

POI L’ESPLOSIONE NELLA SECONDA?

“Ho approfittato della sosta di novembre-dicembre per fare il mio pre-season, rimettermi in forma, trovare ritmo, recuperare il gap con gli altri. Da gennaio ho giocato ogni singolo weekend per 80’, all’ala. Ho iniziato a segnare e sono in testa alla classifica dei metaman. Domenica sarò fermo per un risentimento al polpaccio”.

IL LIVELLO DI QUESTA NUOVA CATEGORIA?

“È un torneo professionistico che unisce i migliori club di Federal

  1. È impressionante la quantità di squadre offerta dalla realtà francese: 14 in Top 14, 16 in ProD2 e 14 in Nationale. Tutte di alto livello. Da noi ci sono Narbonne, Albi, Massy, Bourg en Bresse che fanno su e giù dalla ProD2, sono strutturate, hanno giocatori titolati e stranieri”.

UN PARAGONE CON I NOSTRI CAMPIONATI?

“Non si va mai sotto al livello di una partita di play-off del Top 10 italiano. Ogni weekend è dura, una lotta. Non c’è la squadra cuscinetto. Sono gare sempre interessanti”.

PERCHÉ HA SCELTO LA FRANCIA?

“Quando sei piccolo ha dei sogni che poi diventano obiettivi. I miei erano vestire la maglia azzurra, giocare un Sei Nazioni e fare un’esperienza all’estero. Ho colto l’opportunità”.

ANCHE PER IL VERO PROFESSIONISMO CHE C’È QUI RISPETTO AL TOP 10?

“Sì, ho scelto di venire in una realtà dove hai sicurezze lavorative che in Italia neanche il Pro 14 ti può dare”.

GLI OBIETTIVI ORA: IL PROD2 DI GORI, IACHIZZI, CAMPAGNARO? IL TOP 14 DI PARISSE, CECCARELLI?

“Ben venga, se ci sarà, l’opportunità di salire. In Italia non c’era. A Rovigo l’ultima stagione stava andando bene ma è stata interrotta, quella prima ho segnato una valanga di mete (21, metaman del campionato), ma mi sentivo in una situazione dove non conta ciò che fai in campo”.

ANCHE IN PROSPETTIVA DI RICONQUISTARE LA NAZIONALE?

“Anche qui ho la sensazione che non sia sempre questione di campo. Ci sono dei progetti dove è difficile entrare, a meno che tu non sia un fenomeno. Se ne fai parte sei selezionato, altrimenti devi solo lavorare senza pensare al perché”.

VENENDO IN FRANCIA HA RIPENSATO AL DEBUTTO AZZURRO DEL 2016?

“Me l’hanno fatto ripensare i compagni. Qui chi ha giocato il Sei Nazioni è visto come un atleta importante. C’è una percezione diversa dei nazionali rispetto all’Italia”.

LA DIFFERENZA?

“Le tante squadre di livello e i tanti step da fare per arrivare in nazionale. Ci sono una marea di rugbisti a giocarsi il posto. L’abbiamo visto nella finale di Autumn Cup. La Francia aveva probabilmente la terza squadra, è stata quasi accusata di mancanza di rispetto, ma ha quasi portato a casa la gara contro l’Inghilterra. Questo fa capire la profondità infinita di giocatori che c’è qui”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/21-05-2021/rugby-odiete-intervista-digione-4101217047521.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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