L'Uruguay è poca cosa, l'Italia A vince 31-13. Brutte notizie per Riccioni: crociato rotto

L'Uruguay è poca cosa, l'Italia A vince 31-13. Brutte notizie per Riccioni: crociato rotto

La Nazionale A diretta da Alessandro Troncon ha sconfitto per 31-13 l’Uruguay a Padova in un test ufficiale. Una prestazione, quella degli azzurri, decisamente migliore rispetto a quella di due settimane fa a Madrid con la Spagna (soffertissima vittoria per 13-11). Los Teros, che sono in Italia da inizio mese per il loro tour europeo, rimediano invece la seconda sconfitta, dopo quella della settimana scorsa con la Romania a Verona e sabato prossimo chiuderanno il loro novembre internazionale sfidando la Nazionale maggiore di Kieran Crowley a Parma. Contemporaneamente, a Bordeaux la Francia del c.t. Galthié ha sconfitto, faticando abbastanza, la Georgia per 41-15. Prima della partita era invece arrivata, purtroppo, la (temuta) pessima notizia sulle condizioni di Marco Riccioni, dopo l’infortunio che ieri lo aveva costretto a lasciare il campo durante Italia-Argentina a Treviso: il pilone dei Saracens ha riportato la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro. Riccioni dovrà essere ovviamente operato e la sua stagione, Sei Nazioni compreso, potrebbe anche essersi chiusa qui.

CERTEZZE

—   Gli azzurri, che nel primo tempo giocano a favore di un forte vento, la sbloccano al 4’: dopo due fuorigioco uruguaiani si va alla penaltouche da 5 metri, Giacomo Nicotera la gioca furba prima dei blocchi di salto per l’inserimento del flanker Lorenzo Cannone, che può facilmente sfondare in meta (Leonardo Marin manda larga la difficile trasformazione). Los Teros rispondo però subito, conquistando metri e poi una punizione nel breakdown, che Felipe Etcheverry infila al 9’. Seguono ben tre infrazioni degli azzurri sempre nel gioco a terra che regalano campo e possesso agli ospiti. Non c’è modo di rubare il pallone a terra e così gli uruguaiani, che non sembrano certo così irresistibili palla in mano, fanno tutto da soli quando la perdono per una ostruzione, sciupando un attacco vicini ai 22. Gli azzurri dominano le basi del gioco e si ancorano su queste certezze: mischia dominante, punizione calciata per la touche profonda, maul che fa un po’ di strada, palla fuori per Marin che inventa un bellissimo cross-kick a trovare il liberissimo Pierre Bruno sull’out di destra, con l’ala che può andare a schiacciare in beata solitudine al 26’ (e Marin trasforma). Alla mezz’ora la meta di Jacopo Trulla viene annullata perché al momento dell’ultimo passaggio Ratuva Tavuyara (l’ala figiana del Benetton Treviso) tocca la linea laterale con un piede. Tavuyara che si rifà due minuti dopo, andando a schiacciare alla bandierina di sinistra sul passaggio di Trulla, dopo l’ottimo lavoro di avanzamento della maul dal lato opposto del campo (con Marin che infila anche la difficilissima trasformazione). Questa versione dell’Uruguay che Esteban Meneses (il c.t. dei Teros è l’argentino ex flanker del Calvisano) ha mandato in campo oggi, pensando ovviamente soprattutto alla sfida ben più importante di sabato prossimo con l’Italia maggiore a Parma, è davvero ben poca cosa e il 19-3 sul quale si va al riposo fotografa correttamente i valori in campo. Bastano 18 secondi nella ripresa agli azzurri per passare: calcio d’invio di Marin non controllato in area dagli uruguaiani, possesso che torna azzurro grazie a Tommaso Menoncello, palla a Bruno che con un bel sottomano innesca la potenza del flanker Alessandro Izekor, che sfonda e serve poi Nicolò Casilio (subentrato a Marcello Violi), che entra in area di meta, viene ribaltato ma riesce comunque a schiacciare. Non è esattamente geniale il calcio lungo con il quale al 54’ Tavuyara decide di andare nella metà campo avversaria (invece di sfruttare le sue doti di forza e corsa), concedendo troppo spazio alla ripartenza di Etcheverry, che scava un buco di 20 metri soprattutto grazie alla mancata pressione del pigro figiano, salvo poi cozzare contro la linea difensiva azzurra, che contiene il danno. Al 58’ l’Uruguay calcia una penaltouche a 5 metri, stavolta il possesso è conservato, la maul avanza bene e a schiacciare facilmente è il tallonatore Guillermo Pujadas. Che al 67’ fa doppietta che con una giocata identica alla precedente. Etcheverry sbaglia entrambe le trasformazioni. Con un avversario un po’ più stanco che non riesce più a ripartire, l’Italia segna la meta più bella del pomeriggio: Trulla raccoglie il calcio di liberazione, parte e poi serve Tavuyara lungo l’out, da questi palla al bel sostegno interno di Casilio, che a sua volta restituisce all’estremo, che va fino in fondo (Antonio Rizzi trasforma). All’80’ altra dimostrazione della forza e della superficialità con la quale gioca Tavuyara: l’ala prende palla da fermo a metà campo e aziona la sua potenza, scappa via a tre placcaggi, entra nei 22, ma per il vezzo di tenere palla con una mano, quando arriva il momento di passarla, se la vede schiaffeggiare via da un avversario. E finisce senza altri sussulti.

FRANCIA

—   Ha impiegato 24 minuti la Francia per segnare una meta alla Georgia, nel match poi vinto 41-15 a Bordeaux. Meta tra l’altro tecnica, assegnata forse un po’ troppo frettolosamente per una irregolare difesa sulla maul dei blues avanzata fino due metri dalla linea, e oltretutto in superiorità numerica per il cartellino giallo rimediato qualche minuto prima dall’apertura Tedo Abzhandadze (placcaggio irregolare su Romain Ntamack). Irregolarità costata un altro giallo alla terza linea Beka Saghinadze. Punteggio che in precedenza si era mosso con i piazzati di Melvin Jaminet e Davit Niniashvili. Al 32’ a volare in meta è però finalmente Matthieu Jalibert, servito da Romain Ntamack (in uno dei frequenti scambi di ruolo) dopo una touche rubata nei 22 avversari, poi arriva quella di Damian Penaud, che si ritrova un’autostrada grazie a una mischia dominata sui 5 metri. Jaminet le trasforma per il 24-3 all’intervallo. La Georgia domina l’inizio della ripresa, assedia i 22 francesi e dopo una serie di percussioni degli avanti a risolvere la situazione è il mediano di mischia Vasil Lobzanhidze, che s’infila in un varco rimasto scoperto. Ma la reazione dei bleus è immediata e da una touche a 5 metri la maul è inarrestabile, con il tuffo di Paeato Mauvaka. Niniashvili e Jaminet le trasformano entrambe. Lascia qualche dubbio il metro arbitrale dell’australiano Damon Murphy, visto che intorno al 63’ i francesi si rendono protagonisti di irregolarità che agli avversari erano costate il giallo: un doppio placcaggio al collo e una maul fermata irregolarmente a due metri dalla meta. Ma al 64’ i georgiani trovano la strameritata seconda meta: la mischia a 5 metri garantisce un bel possesso, la palla esce veloce e esplorando la superiorità al largo si arriva all’ala Akaki Tabutsadze, che vola a schiacciare alla bandierina nonostante il disperato placcaggio dell’ultimo difensore (meta chiarissima ma che per l’arbitro necessita di uno sguardo al Tmo). Al 73’ Penaud fa doppietta, coronando alla bandierina un’azione portata avanti dal pack e poi perfezionata dalle mani di Gael Fickou e Ntamack. E al 79’ anche Mauvaka fa il bis, sempre grazie alla maul, dopo qualche minuto di logoranti attacchi e di strenua difesa georgiana. E ora per la squadra del c.t. Fabien Galthie testa a Parigi, dove sabato sfiderà gli All Blacks (ieri sconfitti 29-20 in Irlanda) nell’ultimo weekend delle Autumn Nations Series.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/14-11-2021/rugby-italia-vince-31-13-contro-uruguay-crociato-rotto-riccioni-4202394056729.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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