“Lobo staccato da un morso“, 4 mesi al pilone dell'Oderzo. Il club: “Ricorso“

“Lobo staccato da un morso“, 4 mesi al pilone dell'Oderzo. Il club: “Ricorso“

La storia è stata raccontata da Paolo Ricci Bitti, che per il Messaggero l’ha seguita negli anni. Mercoledì sulla vicenda è stato messo un punto, che però non sembra definitivo. Riccardo Amadeus Fabris, 27 anni, allora come oggi pilone sinistro dell’Oderzo, è stato condannato per lesioni gravissime nei confronti di Marco Chesani, pilone destro del Pedemontana Livenza di Polcenigo. Il tribunale di Pordenone ha accolto l’accusa secondo cui Fabris avrebbe morso all’orecchio destro Chesani durante una mischia nella partita del campionato di C-2 giocata il 16 dicembre 2018. Quattro i mesi di reclusione, con la sospensione della pena, sanciti dal gup Giorgio Cozzarini dopo che la difesa di Fabris aveva chiesto il rito abbreviato, godendo così dello sconto di un terzo della pena.

SCUSE NON ARRIVATE

—   Una storia dolorosa, innanzitutto perché c’è un ragazzo che in un campo da rugby si è visto staccare un lobo, che è stato operato due volte e che ha un’invalidità, sebbene limitata - 5% - perché i medici non riuscirono a ricucire l’orecchio. E poi perché si è finiti in un’aula di Tribunale. La memoria ritorna al caso Paoletti-Tomacelli di 45 anni fa - avvenne il 20 novembre 1967 -, durante Reggio Calabria-Brescia (serie A), con il prima linea del Caronte Claudio Tomacelli che uscì dal campo senza il padiglione dell’orecchio sinistro e il tallonatore del Wuehrer, Paolo Paoletti, che si fece 37 giorni di carcere in una vicenda a oggi non ancora del tutto chiarita. Allora il caso scosse l’opinione pubblica e andò a rafforzare i pregiudizi verso uno sport considerato violento, ma i due protagonisti finirono addirittura per diventare amici. In questo caso invece la vicenda ha diviso profondamente i due atleti e le due società, con la parte offesa a chiedere un’ammissione di colpevolezza e le scuse da parte della parte offendente, che però non sono mai arrivate.

LA DIFESA

—   Ieri Andrea Barattin, ex azzurro e presidente dell’Oderzo, ha voluto esporre la posizione della società sulla vicenda, dopo aver mantenuto uno stretto silenzio nei tre anni passati dall’incidente. “Finora siamo stati zitti per rispetto verso il procedimento in corso. Abbiamo sempre espresso il nostro rammarico per il fatto che Chesani si fosse fatto male e dopo quell’episodio ho contattato il presidente del Livenza perché fosse chiarito. Le scuse però si fanno quando si è convinti di aver fatto qualcosa e noi siamo convinti che Fabio non abbia morso il loro pilone. Io ero a 15 metri, ho visto bene quella mischia, chi ha giocato a rugby e vede le immagini capisce che non può esserci stato un morso nell’ingaggio. Anzi, la perizia che abbiamo presentato, fatta dal professor Franco Bassetto di Padova, dimostrava che quella ferita non era compatibile con un morso. Segni di sangue non ne erano stati trovati sulle maglie dei nostri uomini di mischia, le portai io a lavare. Questo è solo il primo grado di giudizio, ce ne sono tre. Aspettiamo le motivazioni e manteniamo massima fiducia nella giustizia. Conosco Fabris da una vita, gioca con noi da quando è bambino, in 15 anni non è mai stato espulso. Se avesse fatto qualcosa del genere lo avrei cacciato subito dal club”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/26-11-2021/rugby-lobo-staccato-un-morso-4-mesi-pilone-dell-oderzo-club-ricorso-430146996681.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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