Italia, Lamaro quasi capitano. All Blacks, che prima: “Sarebbe pazzesco“

Italia, Lamaro quasi capitano. All Blacks, che prima: “Sarebbe pazzesco“

A furia di sentirla dire, la profezia sta diventando realtà. Michele Lamaro, del resto, è nato capitano. Da luglio, a Treviso, divide il ruolo con il mediano di mischia sudafricano Dewaldt Duvenage. E dalla prossima settimana, in coincidenza con il raduno di Verona che porterà ai tre test match azzurri di novembre, potrebbe mettere la fascia al braccio anche in Nazionale. Se davvero il neo c.t. Kieran Crowley deciderà di sostituire Luca Bigi, investito dalla responsabilità da febbraio 2020, il candidato numero uno a rimpiazzarlo sarà proprio il terza linea romano. Quando si dice bruciare le tappe: Lamaro ha esordito con l’Italia maggiore nel novembre scorso e vanta non più di sette presenze. Quanto gli è bastato, a 23 anni, per confermare certe caratteristiche - non solo tecniche - da leader.

LA FASCIA

—   “Se succederà davvero - dice - raggiungerò un grande traguardo. Sarebbe motivo di orgoglio: per me, per la mia famiglia e per tutti coloro coi quali ho lavorato in questi anni. Nel caso rimarrò il Michele di sempre, animato dalla passione che mi accompagna da quando ho cominciato a giocare. A Treviso, in queste settimane, mi sono accorto che il ruolo non comporta grandi cambiamenti. Quel che è diverso è che i compagni ti osservano, ti prendono come riferimento e così ogni eventuale errore non passa inosservato. L’unica cosa è che quando mi chiamano capitano o fanno battute, mi imbarazzo un po’”. Il bello è che il possibile debutto coi gradi non avverrà in una partita qualsiasi. Bensì in quella contro gli All Blacks di sabato 6 novembre all’Olimpico della sua città. “In Nuova Zelanda

  • ammette il figlio di Gianluca, olimpico nella vela a Los Angeles 1984 e a Seul 1988 - non ci sono mai stato, ma quella cultura mi affascina. Il ranking non conta: sono i migliori al mondo. C’è anche il bilancio partite vinte-perse a dirlo, vicino all’80%. Sono cresciuto all’Aurelio, a 10’ dallo stadio, quindi per me sarà un’occasione speciale. Anche perché non tutti hanno la fortuna di disputare un simile match. Ero in tribuna Monte Mario nel 2016, quando Tommy Boni esordì in azzurro segnando loro anche una meta. E ho un precedente con l’Under 20, al Mondiale di categoria in Georgia nel
    1. Poi il mio giocatore di riferimento è l’All Black per eccellenza: Richie McCaw”. Capitano e flanker come lui.

UOMO IMMAGINE

—   Proprio Michele, da alcune ore, campeggia in tutta la città insieme a Bauden Barrett, stella tuttanera, nella campagna di lancio alla partita: “Sarà interessante vedere se qualcuno poi mi riconoscerà” sorride il futuro dottore in management dello sport (la discussione della tesi di laurea è in calendario per il 12 dicembre). “Se la scorsa stagione, con Treviso, dopo un disastroso Pro 14, avevamo un disperato bisogno di vittorie e siamo arrivati al successo in Rainbow Cup che ha ridato fiducia all’ambiente - sottolinea - in Nazionale abbiamo la disperata esigenza di tornare a essere competivi, anche contro squadre come Nuova Zelanda, Argentina e Uruguay, temibili prossime avversarie. I Pumas sono reduci da un Championship sottotono e saranno animati da una gran voglia di riscatto, i Teros hanna appena conquistato la qualificazione alla prossima Coppa del Mondo e saranno ben carichi: prevedo un grande scontro fisico”. Sono 13 i giocatori di Treviso convocati al raduno di Verona. Compreso il debuttante Ivan Nemer, 23enne pilone argentino equiparato: “Quando è arrivato in Italia - ricorda Lamaro - era destinato a Casale, in Serie B. Ma ha dimostrato presto le sue qualità. È estroverso e competitivo: se solo si esprimesse in una lingua un po’ più comprensibile…”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/21-10-2021/rugby-italia-lamaro-quasi-capitano-all-blacks-che-prima-sarebbe-pazzesco-4201954908918.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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