Italia, ecco il c.t. Crowley: “Priorità fisico e mischia. I risultati? Ci vorrà tempo“

Italia, ecco il c.t. Crowley: “Priorità fisico e mischia. I risultati? Ci vorrà tempo“

Il cantiere è aperto. Senza proclami, senza obiettivi specifici se non quello di provare a rimettere insieme e a ricostruire il rugby italiano nel suo momento più buio. Marzio Innocenti sceglie Venezia per presentare il nuovo staff azzurro. Al suo fianco il nuovo c.t., il 59enne neozelandese Kieran Crowley, che dopo cinque stagioni a Treviso

  • e quando la spinta del suo percorso in Italia sembrava finita - si trova seduto su una panchina scomodissima, dopo 32 sconfitte di fila nel Sei Nazioni.

Il suo predecessore, Franco Smith, è alla destra del presidente federale. Dopo aver accettato di prendere il posto di O’Shea - fuggito in Inghilterra -, dopo un anno difficilissimo in cui ha provato a rinverdito la Nazionale lanciando gente come Garbisi, Lamaro e Cannone, ora si trova a fare il responsabile dell’élite, forte di un contratto che scadrà nel giugno 2024. Innocenti lo coinvolge quanto e più di Crowley, che ancora non si esprime in italiano. “Tutte le persone dello staff che presentiamo oggi sono state scelte”, assicura il presidente federale. “Franco è stato lasciato solo quando si è trovato alla guida della Nazionale. Vi posso assicurare che questo non succederà mai più”. “Ringrazio Marzio di questa opportunità - chiosa Smith -. Far crescere il rugby italiano era il mio primo obiettivo. Con i ragazzi ho potuto lavorare 12 settimane, ho lanciato alcuni giovani, avrei voluto vincere ma non è stato facile. Ora cercherò di portare un metodo di lavoro in tutta l’élite, Top 10 compreso”.

CONFERME E NOVITÀ

—   Alcuni membri dello staff sono confermati, da Marius Goosen alla difesa a Corrado Pilat per le skills e i calci, da Giovanni Sanguin come preparatore, al quale Innocenti non risparmia una frecciata (“Chi vede una partita dell’Italia si chiede chi sia il preparatore atletico. Io conosco Giovanni, so quali sono le sue qualità. Abbiamo fatto un patto, lavora un anno e poi ne riparliamo. Vediamo se ho ragione io o quelli che lo criticano”) e al quale affiancherà Flavio Di Giorgio, già al lavoro con Filippo Tortu e Sofia Goggia, per i lavori sull’esplosività, fino a Claudio Robazza, ex tallonatore azzurro ai tempi di Innocenti capitano e ora psicologo dello sport. Non ci sono più Alessandro Troncon e Giampiero De Carli: lo stesso Crowley prenderà l’interim dell’attacco, mentre per la mischia ecco Andrea Moretti. E poi un altro ex compagno di Innocenti, Giorgio Morelli, come Capo Delegazione per la Nazionale, mentre come team manager azzurro spunta l’ex trequarti ala azzurro Giovanbattista Venditti. Daniele Pacini è il Direttore Tecnico Nazionale. Videoanalyst, medici e fisioterapisti, invece, non sono stati ancora nominati, ma l’idea è quella di sfruttare di più quelli di Zebre e Treviso, visto che dalla prossima stagione di Pro 14/16 non ci sarà la concomitanza tra partite della Nazionale e partite dell’ex lega celtica. Il contratto di Crowley scadrà con il Mondiale del 2023. “Tutti i contratti in Fir, con me, non andranno oltre il mio mandato. Trovo ingiusto e sbagliato che si facciano contratti di durata più lunga (chiaro riferimento all’eredità lasciata dalle scorse gestioni, con contratti a tempo indeterminato con i quali Innocenti sta facendo i conti, ndr). Ne ho parlato con il presidente del Coni Malagò, ha dato il suo assenso”.

ESTATE MONDIALE

—   Con questo staff inizierà un lavoro dalle fondamenta. Si inizierà a giugno, con un raduno a Pergine Valsugana, per poi portare avanti la preparazione nelle due franchigie, a Treviso e a Parma. “Dobbiamo entrare nell’ordine di idee che Zebre, Treviso e Italia sono un tutt’uno” spiega Innocenti. Con l’annullamento del tour in Nuova Zelanda si apre un lungo periodo di lavoro, otto settimane da sfruttare al meglio inframezzate, magari, da un test contro una squadra di Tier 2 (“World Rugby ce ne dà la possibilità, vedremo” dice il presidente federale). Crowley spiega lo stato dell’arte e quali saranno gli obiettivi. “Franco Smith ha fatto un buon lavoro portando molti giovani in squadra, è una scelta che nei prossimi due-tre anni ci darà dei benefici. Conosco bene Treviso, meno le Zebre e le squadre di Top 10. Ci focalizzeremo sulle prossime 8 partite, le tre di novembre (All Blacks, Argentina, Uruguay) e le cinque del prossimo Sei Nazioni. Sette partite su otto saranno contro squadre nella top 10 mondiale. Non cambieremo rapidamente i risultati, i giocatori hanno bisogno di tempo per imparare a vincere. Ci concentreremo sulle cose piccole, quelle che si possono controllare. Il fatto di non andare in tour in Nuova Zelanda è una buona opportunità. Innanzitutto mi preoccuperò del recupero dei giocatori infortunati. Al momento abbiamo 4 piloni destri fuori uso e 15 avanti non disponibili. Le priorità sul gioco? Quando ero un giocatore l’Italia aveva negli avanti il punto di forza e anche al Mondiale 2015, quando allenavo il Canada, feci il piano di gioco per limitare i drive avanzanti e la forza della mischia azzurra. Ora l’Italia ha perso quella brillantezza negli avanti. Nell’ultimo Sei Nazioni è stata bassa la capacità di segnare quando entravamo dentro i 22, forse per un problema di presenza fisica. Lavoreremo sulla consistenza dei primi cinque uomini. Se non vinci la battaglia davanti, è difficile portare a casa la partita. E poi sulla difesa. Nel Sei Nazioni abbiamo subito sei mete a partita e troppi cartellini gialli. Il rendimento dell’attacco è inevitabilmente legato alla difesa”.

SEI NAZIONI

—   Innocenti ha poi fatto il punto sulla credibilità dell’Italia a livello internazionale. Lo spettro è sempre lo stesso, la possibile uscita dal Sei Nazioni. “I nostri partner nel Torneo hanno delle aspettative e con l’entrata del fondo d’investimento Cvc sono iniziate

  • spiega l’ex capitano azzurro -. Chiedono partite combattute, non scontate e noi ora siamo la parte scontata e non va bene. Siamo un paese importante, di 60 milioni di abitanti, il solo posto dove il rugby si può sviluppare è l’Italia. Nessuno ci vuole mandare via, tutti hanno l’interesse a che l’Italia sia credibile. In che tempi? Difficile darli. Di tempo però non ne abbiamo tanto. Nessuno ci vuole mandare via dal Torneo, ma dobbiamo dare delle risposte”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/19-05-2021/italrugby-nuovo-ct-crowley-venezia-priorita-fisico-mischia-4101159170258.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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