I numeri sorridono: l'Italia Under 20 pronta al salto di qualità

I numeri sorridono: l'Italia Under 20 pronta al salto di qualità

L’Italia Under 20 di rugby chiudendo quinta con 7 punti il Sei Nazioni di categoria, giocato nella “bolla” anti Covid di Cardiff, eguaglia uno dei (pochi) primati positivi della nazionale maggiore nel suo torneo. Le quattro edizioni consecutive senza l’onta del Cucchiaio di legno, cioè subire tutte sconfitte.

QUADRIENNO OK

—   L’Italia dei grandi ha costruito questo primato di continuità nel periodo 2010-13, nelle gestioni tecniche di Nick Mallett e Jacques Brunel. È culminato con le due vittorie nel 2013 (come solo in precedenza nell’edizione del 2007), il 4° posto, le migliori cifre e prestazioni di sempre. Poi il declino fino alle attuale 32 sconfitte consecutive. L’Italia dei baby il quadriennio d’oro lo vive ora. Con le gestioni tecniche di Fabio Roselli e Massimo Brunello. Dal 2018 vince almeno una partita, quell’anno addirittura due come solo nel 2007, quando però azzurrini e francesi schieravamo l’under 21 contro le under 20 dei rivali. Sono lontani, ma non vanno dimenticati, i 7 anni consecutivi di Cucchiai di legno dell’inizio (2000-06). Un segno dei progressi fatti nella categoria giovanile, ma dell’incapacità trasferirli finora in quella assoluta.

ALLA PARI

—   Alla continuità storica nel torneo, gli Azzurrini aggiungono la continuità di risultati nell’arco della manifestazione. “Nei Sei Nazioni precedenti, ma anche nelle due edizioni del Mondiale in cui l’Italia Under 20 ha ben figurato, capitava sempre un passaggio a vuoto, una sconfitta pesante, un’imbarcata - spiega Mattia Dolcetto, assistente per i trequarti del c.t. Brunello -. Stavolta no. La squadra è sempre stata in partita anche quando ha perso. Se non avesse sbagliato certi dettagli nei momenti cruciali, vedi le due touche in attacco con l’Inghilterra o i calci con la Francia, le sconfitte sarebbero potute diventate vittorie”.

I PROGRESSI

—   Anche sono lontani i tempi del debutto e sono tangibili i progressi. Basta confrontare i punteggi delle edizioni 2000 e 2021: Italia-Scozia 10-72 (-62) e 43-3 (+40); Galles-Italia 95-0 (-95) e 25-8 (-17); Irlanda-Italia 95-7 (-87) e 30-23 (-7); Italia-Inghilterra 13-78 (-65) e 17-27 (-10); Francia Italia 70-0 (-7) e 13-11 (-2).

LA PRESTAZIONE

—   La terza continuità emersa a Cardiff è quella della prestazione nell’arco della gara. L’Italia con la Scozia non ha mai tolto il piede dall’accelerato infliggendo uno scarto record. Con Francia e Irlanda ha perso con il bonus difensivo. Con Galles e Inghilterra no, ma solo con i gallesi è arrivata a 10’ dalla fine col risultato compromesso dal doppio break. Ciò fa di questa edizione una delle migliori di sempre. “E di questa generazione classi 2001 e 2002 - commenta Dolcetto - la più completa mai vista per tecnica, tattica, forza mentale e anche capacità di fare gruppo”.

LE CIFRE

—   I numeri dell’Italia in 22 edizioni del torneo parlano di 97 sconfitte, un pari e 10 vittorie (7 con la Scozia, 3 con il Galles) in 108 gare, nel 2020 il Covid ne ha fatte saltare due. Gli Azzurrini non hanno mai battuto Inghilterra, Francia e Irlanda (un 25-25 nel 2013). Questo è il prossimo tabù da sfatare, insieme al quinto Cucchiaio di legno consecutivo da evitare, per superare il record dei grandi e proseguire nella linea della continuità.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/16-07-2021/rugby-italia-under-20-pronta-salto-qualita-4102806935692.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
Valutazione: