Ghiraldini lascia la Nazionale: “Questo è il momento giusto“

Ghiraldini lascia la Nazionale: “Questo è il momento giusto“

Franco Smith. c.t. azzurro, oggi diramerà la lista dei convocati per il Sei Nazioni al via sabato 6 febbraio. Leo Ghiraldini, in Nazionale dal 2006, in novembre e dicembre in campo in tutte e tre le partite di Autumn Cup, non ci sarà.

NON È STATO CHIAMATO?

“Ho parlato con Franco che mi ha dato ancora fiducia e lo ringrazio. Gli sono grato anche per avermi fatto tornare in gruppo nei mesi scorsi. Ma, dopo una profonda riflessione, termino qui la carriera internazionale”.

“È una scelta mia, non è scontato vada così. Ed è il momento giusto. Ho sempre avuto rispetto per la maglia azzurra e ciò ha a che fare con la decisione. Anche coi club avevo qualche opzione, ma avrei continuato solo a certi livelli e senza scombussolare gli equilibri familiari”.

È VERO CHE ANCHE TREVISO SI È FATTA AVANTI?

“Siamo sempre rimasti in contatto, col d.s. Antonio Pavanello ho ottimi rapporti e sì, dopo i tanti loro infortunati in prima linea, ci siamo sentiti. Ci tengo a ringraziarli per il sostegno”.

È UNA DECISIONE SERENA?

“Difficile, ma giusta: negli ultimi due anni, non senza fatica, ho superato varie situazioni”.

CE LE RIASSUME?

“L’infortunio al ginocchio destro del marzo 2019, la rinuncia ad altre strade per la rincorsa, travagliata, alla Coppa del Mondo in Giappone, il tifone che cancella l’ultima sfida, il trasferimento a Bordeaux per vincere ancora e la pandemia di Covid-19 che mi nega tutto”.

È RIPARTITO TRE VOLTE…

“E in un percorso accidentato, con altri acciacchi, ho dovuto fare i conti con tante scelte da prendere. Compresa quelle di allenarmi spesso da solo”.

COSA C’È NEL SUO FUTURO?

“Ovviamente ho degli obiettivi da inseguire e, nonostante il periodo difficile, con la mia compagna cercherò di realizzarli. Per ora viviamo a Tolosa, dove stiamo bene e dove Giacomo frequenta la prima elementare e Camilla, che ha tre anni e mezzo, la scuola materna”.

PENSA A UN RITORNO IN ITALIA?

«Dopo sette anni di lontananza, ci manca. Vedremo”.

SFRUTTERÀ LA LAUREA IN ECONOMIA TERRITORIALE E IL FRESCO MASTER IN MANAGEMENT SPORTIVO?

“Quel mondo mi piace, quello ovale di più. Userò questo periodo per seguire un altro percorso di formazione, poi l’ideale sarebbe coniugare le due realtà. Col problema che il rugby estero offre più opportunità professionistiche di quello italiano”.

SI GUARDI INDIETRO: COSA VEDE?

“Un viaggio meraviglioso. Tutte le volte che ho fatto la borsa per un raduno ho pensato alla soddisfazione di essermi conquistato anche quella convocazione”.

QUALE LA GIOIA PIÙ GRANDE?

“Il Sei Nazioni 2013, coi successi su Francia e Irlanda, un match alla pari in Inghilterra e il feeling di essere di quel livello”.

E IL RAMMARICO MAGGIORE?

“Per le tante volte che siamo stati a un nulla da un grande successo e l’abbiamo mancato”.

NON È LEGATO ALLE 15 SETTIMANE DI SQUALIFICA RIMEDIATE DOPO LA DITATA IN UN OCCHIO ALL’IRLANDESE HEALY NELLA COPPA DEL MONDO 2011, IN NUOVA ZELANDA?

“Ho preso due gialli in tutta la carriera: è stato un gesto isolato e involontario”.

QUANTO È CAMBIATO IL GIOCO IN QUESTI ANNI?

“Tanto, in tutti i ruoli e in quello di tallonatore in particolare. Ora serve agilità, tecnica, fisico e carisma. Calci tra i pali a parte, occorre saper far tutto”.

IN ITALIA C’È UN SUO EREDE?

“Ci sono giovani di qualità: Lucchesi, per esempio, che ho conosciuto nei mesi scorsi. Ne approfitto per ringraziare Bigi per le belle parole spese per me: gli chiederò di farmi da agente…”.

QUALE DOMANI PER L’ITALIA?

“L’urgenza di fare risultati va risolta, ma con la consapevolezza che i cambiamenti non avvengono dall’oggi al domani. Occorre fare tutti di più”.

QUALCUNO DEI CANDIDATI ALLA PRESIDENZA FIR L’HA CERCATA?

“La politica, anche sportiva, mi affascina poco”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/25-01-2021/rugby-ghiraldini-lascia-nazionale-questo-momento-giusto-400115569876.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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