Galles coraggioso e vincente, Scozia sconfitta 20-17

Galles coraggioso e vincente, Scozia sconfitta 20-17

Un Galles coraggioso e determinato ha sconfitto per 20-17 la Scozia a Cardiff nel match che ha aperto la seconda giornata del Sei Nazioni. Ci si aspettava una reazione e reazione c’è stata da parte dei campioni uscenti del c.t. Wayne Pivac, dopo la debacle all’esordio in Irlanda: a dispetto dell’incredibile numero di assenze per infortunio, il Galles ha ribattuto colpo su colpo e alla fine ha piegato un avversario che arrivava a Cardiff con il vento in poppa della straordinaria vittoria sull’Inghilterra. Una sconfitta che costa carissimo alla squadra del c.t. Greg Townsend, che vedrà sicuramente una tra Francia e Irlanda scappare via in classifica. Fra due settimane, dopo la pausa, la Scozia ospiterà la Francia a Murrayfield, mentre il Galles sarà ospite dell’Inghilterra a Twickenham.

PARI

—   Il Galles va avanti con due piazzati di Dan Biggar a punire l’eccesso di foga difensiva scozzese, ma al 12’ sono gli ospiti a centrare il bersaglio grosso: lunghissimo possesso nei 22, dopo il logorante lavoro degli avanti, alla sedicesima fase il pallone esce fuori per Finn Russell che inventa un passaggio da 15 metri a pescare sull’out di destra Darcy Graham, che raccoglie e resistendo al placcaggio di Louis Rees-Zammit riesce a schiacciare alla bandierina prima di essere buttato fuori. Russell manca la trasformazione ma tra il 17’ e il 28’ firma tre piazzati, in mezzo ne mette uno anche Biggar per il 14-6. L’apertura gallese ne firma un altro prima della meta del pareggio, formata dal pilone Tom Francis alla bandierina di destra a coronare il perfetto lavoro della maul innescata da una touche a 5 metri. Al riposo si va così sul 14-14.

UN INGEGNERE IN TERZA

—   Galles in campo con una terza linea dal look rivoluzionato, con Ross Moriarty a garantire l’esperienza che manca ai 22enni flanker Taine Basham e Jac Morgan, l’ingegnere meccanico al primo cap. Come noto, il c.t. Wayne Pivac deve fare a meno di Justin Tipuric, Josh Navidi, Taulupe Faletau, Dan Lydiate, ma la produzione di eccellenti numeri 7 non si è certo fermata. Morgan è originario dell’Amman Valley (Swansea), di Brynamman, parla fluentemente il gallese e studiava allo Ysgol Dyffryn Aman ad Ammanford. “Se lo merita, ha sempre lavorato duro”, ha raccontato il suo ex insegnante di educazione fisica Carwyn Jones. “Era molto educato e ha sempre lavorato sodo. Il suo atteggiamento nei confronti del rugby e dei compiti scolastici era perfetto. A 16 anni erano già evidenti le sue qualità di leadership: giocava nella prima squadra della scuola e i giocatori più grandi di lui ascoltavano quello che aveva da dire”. Dai 6 ai 16 anni ha giocato per il Cwmtwrch RFC, dove ha giocato per circa 10 anni, allenato, fra gli altri, da Keith Roberts, al quale Jac ha regalato un biglietto per la partita di oggi: “Anche a 8 anni potevi già dire di lui che aveva qualcosa di speciale. Non avevo mai visto nessuno leggere il gioco come lui. Non era altissimo, ma sapevamo che sarebbe cresciuto. Per me è un momento molto commovente”. Dopo il Sei Nazioni Under 18 del 2018 ha giocato qualche partita con l’Amman United, la squadra del suo paese: “Qualcuno di noi gioca in nazionale, siamo al settimo cielo”, ha detto Andrew Roberts, segretario e direttore del club Brynamman RFC. “All’inizio della prossima stagione festeggeremo il nostro 125° anniversario e sarà solo il quarto giocatore ad avere un cap con il Galles dopo Jac Elwyn Evans nel 1924, Denzil e Clem Thomas negli anni ’50. Anche il papà di Shane Williams arriva da qui”. A 17 anni, Jac Morgan, entrato nell’academy degli Scarlets, ha anche iniziato il suo percorso in ingegneria meccanica. Capitano del Galles Under 18 e poi 20, ha lavorato a stretto contatto con Gareth Williams, ora nello staff senior di Pivac: “In quel ruolo c’è una tremenda competizione e ha dovuto aspettare, ma la pazienza è una sua dote. Parla solo quando è il momento, ha una testa da vecchio su spalle giovani”. Oggi in campo si è trovato a fronteggiare un campione come Hamish Watson, in campo con i Lions e miglior giocatore del Sei Nazioni 2021.

LA SVOLTA

—   Il primo quarto d’ora vive vi un perfetto equilibrio in una tensione comunque altissima, con due squadre che riescono a difendersi con disciplina nonostante i rispettivi tentativi di sfondamento. Così lo score si muove appena due volte con un piazzato di Russell e un altro di Biggar. Al 68’ un pericolosissimo attacco gallese a pochi metri dalla meta viene fermato da un in avanti volontario di Russell, che incassa l’inevitabile cartellino giallo: potrebbe essere il momento decisivo, i padroni di casa lo riconoscono e vanno in touche, la maul è fermata fallosamente, altra touche e altra maul, palla fuori, altra infrazione, ma da sotto i pali, con l’arbitro che indica vantaggio, Biggar, invece di rischiare il passaggio al largo, decide di andare per il drop e chiudere l’azione con 3 punti. La Scozia ha l’ultimo pallone della partita a tempo scaduto con una touche appena fuori dai suoi 22, ma dopo 20 fasi, 3 minuti e 13 secondi oltre l’80’ il Galles, che non concede la risalita oltre la metà campo, forza un tenuto a terra e conquista il turnover che mette fine alla partita.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/12-02-2022/sei-nazioni-galles-scozia-20-17-4301390997642.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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