Finco in Argentina per la riabilitazione: “Grazie a chi gli ha salvato la vita”

Finco in Argentina per la riabilitazione: “Grazie a chi gli ha salvato la vita”

Il campionato italiano Peroni Top 10 di rugby è fermo, ma per le festività natalizie si è fatto il regalo più bello. Il ritorno a casa, in Argentina, di Ramiro Finco. Il 29enne sfortunato trequarti centro del Viadana colpito da emorragia cerebrale a Roma il 14 marzo nella gara contro la Lazio.

IL RITORNO

—   “Ramiro è partito da Roma il 23 dicembre. È arrivato a Buenos Aires alle vigilia. Ha trascorso il Natale in famiglia. Il 10 gennaio festeggerà a casa il 30° compleanno. Ma soprattutto da domani, lunedì 27 dicembre, inizierà alla clinica Fleni, specializzata in neurologia, neurochirurgia e riabilitazione, la seconda parte del suo percorso riabilitativo” spiega Ulyses Gamboa, il direttore generale del Viadana che ha seguito in questi nove mesi la vicenda di Finco. La sua storia ha commosso il rugby italiano, corso in sostegno con raccolte fondi (fra queste le magliette con scritto “Daje Rama!”, il suo soprannome) e striscioni “Forza Rama” esposti alle partite. Un tam tam spontaneo lungo tutta la penisola. Durante il ricovero al policlinico “Gemelli” è arrivata anche una lettera del suo connazionale più illustre, Papa Francesco, con una preghiera. Un’altra toccante lettera, scritta a penna su carta a quadretti, è stata quella dei genitori Alfredo e Alejandra che ringraziavano tutti “per tanto amore, appoggio e rispetto”.

LA SOLIDARIETÀ

—   “L’ultimo esempio - racconta Gamboa - è stata la scorta fatta dalle Fiamme Oro all’automezzo con il quale Rama è stato condotto dalla clinica Santa Lucia di Roma all’aeroporto, per ridurgli al minimo i disagi del trasporto e del traffico. In tanti si sono dati da fare. A partire dal mio presidente Giulio Arletti e da tutta la società del Viadana. Dopo una sola settimana siamo riusciti a far arrivare dall’Argentina i genitori, superando tanti i passaggi burocratici, perché gli stessero vicino. Sono arrivati con Ramiro in coma nel reparto di terapia intensiva. Quando la mamma ha iniziato a parlargli e accarezzargli la mano ha reagito e si è svegliato. Poi l’Associazione italiana rugbisti (Air) con il suo presidente Stefano di Salvatore in prima persona: è venuto a salutato all’aeroporto e ha curato il collegamento fra le cliniche “San Lucia” e di Buenos Aires. Soprattutto i medici che gli hanno salvato la vita con due interventi chirurgici alla testa. Ringrazio tutti di cuore”.

L’INCIDENTE

—   Le condizioni di Finco a nove dall’incidente sono buone, anche se il percorso riabilitativo sarà ancora lungo. “È in carrozzina, si alza in piedi, ma non cammina - continua Gamboa -. Le capacità neurologiche stanno gradualmente tornando, ma i danni all’emisfero sinistro provocano ancora conseguenze alla mano e al piede. Parla perfettamente e sa che deve farlo in spagnolo o in italiano, a seconda di chi ha davanti”. Gamboa ricostruisce la dinamica di quanto accaduto quel drammatico 14 marzo. “Era intorno al 20’. Viadana aveva subito meta della Lazio. Quando succede la squadra si raggruppa dietro la porta, fa tre respirazioni e si motiva per reagire. “Rama” si è allontano dal gruppo, si è steso per terra e ha perso conoscenza. Il referto medico parla di emorragia da trauma, ma anche rivedendo la partita al video, in quei 20’ non subisce nessun trauma. Qualcuno ha detto: meno male che è successo a Roma, in un campo di gioco, così i soccorsi sono stati immediati e il ricovero è avvenuto in una struttura di alto livello come il “Gemelli”. Altrimenti forse non saremmo qui, felici per il regalo di Natale più bello”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/26-12-2021/rugby-finco-argentina-riabilitazione-grazie-chi-ha-salvato-vita-430633617143.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
Valutazione: