Dan Carter, leggenda degli All Blacks, si ritira a 39 anni: il più grande mediano d’apertura di sempre

Dan Carter, leggenda degli All Blacks, si ritira a 39 anni: il più grande mediano d’apertura di sempre

Dopo 19 anni di professionismo, poche settimane prima di compierne 39, Dan Carter ha annunciato il suo ritiro dal rugby giocato. Per molti, se non quasi tutti, il neozelandese è stato il più grande mediano di apertura nella storia del rugby: in carriera ha indossato per 119 volte la maglia degli All Blacks, con i quali ha vinto due volte la Coppa del Mondo (sebbene nel 2011 infortunato nella seconda parte del torneo) e segnato 1.598 punti (è il primatista assoluto a livello internazionale), mentre a livello di club ha conquistato il titolo in 3 paesi diversi: il Super Rugby 3 volte con i Canterbury Crusaders, il Top 14 francese 2 volte con Perpignan e Racing Parigi, la Top League giapponese con i Kobelco Steelers.

MENTE E CORPO

—   Carter, annunciando il ritiro al NZ Herald, ha spiegato che il suo corpo avrebbe potuto continuare ancora per qualche anno, ma che la sua testa ha già staccato: vincendo tutto quello che c’era da vincere, non ha più obiettivi da raggiungere. Dopo il ritorno lo scorso anno in Nuova Zelanda agli Auckland Blues seguito ai 2 anni e mezzo passati in Giappone, Carter ammette di avere perduto quella motivazione che dovrebbe spingerlo sempre a dimostrare di essere competitivo. A questo punto della vita e della carriera, con una pandemia globale che gli impedirebbe anche di accettare offerte dall’estero, Carter ha deciso che è arrivato il momento di pensare esclusivamente alla sua famiglia, con un quarto figlio in arrivo. “L’esperienza in Giappone – dice – è stata fantastica sotto tutti i punti di vista, sportivo e culturale. Non stavo pensando neanche lontanamente di smettere. Quando sono dovuto tornare in Nuova Zelanda per il Covid e interrompere il contratto è stato frustrante. Certo, l’esperienza ai Blues poi mi è piaciuta. Amo far parte di una squadra, ma ho anche realizzato che io ho sempre giocato per essere il migliore. Ma tornando qui, ho sentito che non avevo più niente da dimostrare e sono venute meno le motivazioni per rimettermi in gioco con ragazzi più giovani. Inizialmente ho pensato di aprire a offerte dall’estero, devo pur sempre provvedere alla mia famiglia, ma quando ho pensato ai miei bambini e agli impegni che mia moglie Honor si è dovuta sobbarcare da sola mentre io inseguivo il mio sogno, ho realizzato che era giunta l’ora di smettere. E con il passare dei giorni ho capito anche che non mi interessavano più i contratti dall’estero e nemmeno continuare i Nuova Zelanda”.

ALLENATORE

—   Carter rivela di avere anche ricevuto offerte per iniziare una carriera di allenatore. “Ma non fa per me”, ammette. “Il rugby è tutto quello che ho sempre fatto, lo conosco in ogni suo dettaglio e so che la competenza potrebbe essere trasmessa. Ma sono sempre stato un vincente, il mio unico obiettivo è stato sempre solo la vittoria e so benissimo quale sia l’impegno che si richiede a un allenatore che abbia questa mentalità. So che non smetterei mai di lavorare, ho visto con i miei occhi allenatori che lo fanno, che non hanno più tempo per loro e per le famiglie. Sono totalmente dedicati alle loro squadre e ai loro giocatori. E se io smetto di giocare, lo faccio per stare con la mia famiglia. Quindi non mi prenderei un altro impegno che me lo impedirebbe”. Carter vorrebbe però che il rugby restasse nella sua vita: “Mi piacerebbe restare coinvolto, anche se non so come. Ma non posso dedicarci tutto il mio tempo, vorrei un impegno flessibile e attualmente sto lavorando a qualche progetto che mi appassiona, per la Nuova Zelanda o fuori”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/20-02-2021/all-blacks-dan-carter-si-ritira-39-anni-stato-piu-grande-400845288589.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
Valutazione: