Colpo Francia, Inghilterra e Galles: battuti All Blacks, Sudafrica e Australia

Colpo Francia, Inghilterra e Galles: battuti All Blacks, Sudafrica e Australia

Una Francia spettacolare ha piegato per 40-25 gli All Blacks nel match che questa sera a Parigi ha completato il sabato del quarto e ultimo weekend delle Autumn Nations Series. Nella rivincita dell’ultima finale iridata, a Twickenham stavolta a esultare è l’Inghilterra, che piega per 27-26 il Sudafrica campione del mondo grazie a un calcio piazzato allo scadere della 22enne apertura Marcus Smith, schierato titolare al posto dell’indisponibile Owen Farrell. A Cardiff, un’eroica Australia resta in 14 uomini dopo un quarto d’ora con il Galles, ma regge, anzi, a due minuti dalla fine sogna la vittoria grazie al piazzato di Kurtley Beale, ma a tempo scaduto a firmare il 29-28 e la vittoria per i padroni di casa è il piede di Rhys Priestland. A Murrayfield la Scozia regola 29-20 il Giappone e Hogg fa il record di mete. Domani la sfida tra Irlanda e Argentina a Dublino chiuderà il novembre internazionale.

PARIGI

—   A Parigi l’avvio della Francia è da urlo, con due mete in 13 minuti: la prima la segna Peto Mauvaka finalizzando la touche battuta a 5 metri e il lavoro della maul, la seconda è un gioiello di Romain Ntamack, che riceve vicino da Antoine Dupont profondo nei 22, finta l’esterno e poi si butta dentro all’interno per chiudere con il tuffo oltre la linea (Melvyn Jaminet le trasforma entrambe). In mezzo due piazzati di Jordie Barrett tengono in carreggiata gli All Blacks. Ma al 26’ Jaminet infila i pali da posizione molto angolata e poi al 32’ la Francia fa tris, con Mauvaka che concede il bis: altra touche a 5 metri, ancora maul, il tallonatore approfitta di una guardia poco attenta e schiaccia (Jaminet trasforma). Allo scadere gli All Blacks si divorano una meta fatta con Dane Coles, che a due passi dalla linea nel tentativo di servire Brodie Retallick perde la palla in avanti e al riposo si va così sul 24-6. Al 47’ gli All Blacks trovano finalmente la meta, con Jordie Barrett, servito alla bandierina di sinistra da un pallone velocissimo di Aaron Smith dopo un attacco finalmente convincente (l’estremo manca però la difficile trasformazione). Passano 3 minuti e la partita si riapre del tutto: i francesi perdono palla in ruck in attacco, il contrattacco neozelandese è letale con Rieko Ioane che prende l’intervallo tra Gabin Villiere e Gael Fickou e accelera imprendibile fino alla meta, che Barrett stavolta trasforma per il -6. Jaminet su piazzato riporta i bleus sopra break, ma al 59’ un furioso attacco da touche a 5 metri produce la meta di prepotenza di Ardie Savea, che raccoglie l’ovale a due metri e abbatte una serie di maglie blu: Barrett trasforma ancora ed è -2. Savea che però al 33’ deve interrompere irregolarmente un pericoloso attacco francese nei 22 e incassa l’inevitabile giallo. L’azione era stata avviata da una strepitosa invenzione di Ntamack, che, dopo aver portato il pallone nella sua area di meta, riesce a uscirne e scatenare un contrattacco impossibile, che con il sostegno poi di Jaminet e Dupont arriva fino ai 22 avversari. Il fallo di Savea manda alla piazzola Jaminet per il 30-25. Non c’è un attimo di respiro e al 68’ gli All Blacks combinano l’ennesima frittata: David Havili serve un intercetto nelle mani di Damian Penaud, che raccoglie e vola sotto i pali, con la trasformazione di Jaminet. Il +8 a 10 minuti dalla fine suona come una sentenza. L’ultimo attacco allo scadere è francese, arriva un fallo a terra e Jaminet può andare un’ultima volta ai pali per firmare il 40- 25. Arriva così la seconda sconfitta consecutiva per la Nuova Zelanda, dopo quella con l’Irlanda, mentre la Francia si conferma dopo i successi su Argentina e Georgia.

TWICKENHAM

—   A Twickenham, nella rivincita dell’ultima finale di Coppa del Mondo, si decide tutto negli ultimi due minuti e fa tutto, o quasi, Frans Steyn: l’estremo (subentrato nel secondo tempo) porta avanti gli Springboks al 73’ con un piazzato da lunghissima distanza, ma poco dopo (e poco dopo il cartellino giallo rimediato dal suo capitano Siya Kolisi per un placcaggio in aria su Joe Marchant) commette l’errore di entrare in maniera scomposta con una ginocchiata su Smith, messo a terra da un placcaggio. Smith che non trema, infila il piazzato da posizione centrale e fa esplodere Twickenham: non varrà come la finale di Tokyo, ma i campioni del mondo sono battuti. Una sfida sempre comandata nel punteggio dagli inglesi, in meta al 7’ con Manu Tuilagi (che però nell’azione si infortuna e lascia il campo), Freddie Steward al 17’ e Raffi Quirke al 64’, tutte trasformate da Smith, autore anche di un piazzato al 24’. Il Sudafrica però è sempre rimasto in partita grazie al piede di Handre Pollard (5 piazzati), poi al 63’ un calcio di Elton Jantjies e al 69’ la bellissima meta di Makazole Mapimpi, solissimo al largo a beneficiare dello splendido sfondamento e passaggio di Lukhanyo Am, hanno riportato i campioni del mondo a -1. Prima del sorpasso e controsorpasso finale. Il Sudafrica chiude così con 3 vittorie su 3 (dopo quelle in Galles e Scozia) il suo tour europeo.

CARDIFF

—   Parte fortissima l’Australia a Cardiff: meta di Andrew Kellaway che vola a schiacciare l’ovale spedito da Hunter Paisami con un grubber alle spalle della linea difensiva scozzese, con James O’Connor che trasforma e al 19’ infila anche un piazzato. Gli risponde due volte Dan Biggar (6’ e 16’), ma il secondo calcio è figlio dell’episodio che cambia la partita: il numero 8 Rob Valetini con un placcaggio scomposto va testa contro testa con Adam Beard e l’arbitro estrae il cartellino rosso. Come se non bastasse, al 22’ un nervoso Beale si vede sventolare in faccia il giallo e in 13 uomini l’Australia incassa la meta di Ryan Ellis: touche vinta nei 22, palla veloce e interna di Tomos Williams per il tallonatore, che sfonda alla bandierina con trasformazione di Biggar. Sul restart i gallesi commettono però un’infrazione e dalla piazzola O’Connor pareggia, ma al 38’ Biggar firma il 16-13. Il Galles allunga al 48’ con una delle mete più strane mai viste: Nick Thompkins va con una mano a intercettare il passaggio di Tom Wright, la palla gli cade in terra e tutti si fermano, gallesi e australiani, ma il centro non sentendo il fischio raccoglie l’ovale e vola indisturbato sotto i pali: il Tmo evidenzia come la palla cada indietro, quindi meta regolarissima e trasformata da Biggar. Al 58’ il giallo al subentrato pilone Gareth Thomas (l’omonimia totale con il leggendario estremo è davvero curiosa) ristabilisce almeno per 10 minuti la parità numerica. E al 61’ l’Australia, che sta giocando molto bene, come ormai è diventata una costante sotto la guida di Dave Rennie, riapre i conti, con Nic White, che finalizza sotti i pali prima il grande lavoro di Beale (che affetta la difesa gallese) e poi l’offload di Len Ikitau (O’Connor trasforma). Biggar su piazzato riporta i suoi a +6 (e poi lascia il campo a Priestland), ma non è finita: al 71’ Ikitau scava un break profondo nei 22, poi dalla ruck l’Australia riapre velocemente a sinistra fino a trovare il tuffo alla bandierina di Filipo Daugunu: O’Connor è sfortunato, centra il palo e si resta a -1. Al 78’ capolavoro della subentrata terza linea Will Skelton, che con un intervento perfetto a terra costringe al tenuto un avversario: piazzato da 45 metri, posizione centrale, sulla piazzola va Beale che firma il vantaggio Wallabies. Ma l’ultimo possesso è per i padroni di casa, che sfondano nei 22, assediano la linea di meta e costringono al fuorigioco gli australiani: a calciare va Priestland, che non sbaglia e regala al Galles la vittoria. Australia che, a dispetto di quanto espresso, se ne torna a casa dal suo tour britannico con 3 sconfitte su 3 (dopo quelle in Scozia e Inghilterra).

MURRAYFIELD

—   Il pomeriggio internazionale si era aperto a Murrayfield con la vittoria della Scozia per 29-20 sul Giappone, con festa doppia per Stuart Hogg, che ha portato a 25 il conto delle sue mete in nazionale, diventandone il più prolifico di sempre. Match che si era aperto con la bella meta alla bandierina di Duhan van der Merwe, ad approfittare del lavoro di sfondamento della maul. Un Scozia però troppo indisciplinata che ha quindi permesso a Rikiya Matsuda di andare a segno due volte su piazzato, ma prima dell’intervallo sono arrivate le mete di Hogg e di Darcy Graham, entrambi innescati da Russell, autore anche delle due trasformazioni. Al 57’ quella dal tallonatore appena subentrato Stuart McInally (trasformata da Russell) ha dato alla Scozia l’impressione di avere chiuso i conti, ma il Giappone l’ha riaperta al 64’ con la meta di Tevita Tatafu, ad approfittare di un errore della touche scozzese. Matsuda ha sbagliato la trasformazione, ma ha poi infilato un piazzato a 8 minuti dalla fine per il -6. Ma al 79’ un piazzato di Russell ha messo al sicuro la vittoria per la squadra del c.t. Greg Townsend.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/20-11-2021/rugby-test-match-francia-inghilterra-galles-battono-all-blacks-sudafrica-australia-43063274560.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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