Championship: spettacolo Springboks, rimontati e battuti gli All Blacks

Championship: spettacolo Springboks, rimontati e battuti gli  All Blacks

Beffato una settimana fa da un piazzato allo scadere, il Sudafrica ha ripagato gli All Blacks con la stessa moneta e con un calcio a tempo scaduto ha vinto per 31-29 il match che ha chiuso il Rugby Championship dell’emisfero sud. Una sconfitta che interrompe la serie di vittorie della Nuova Zelanda, la quale però già dalla scorsa settimana aveva conquistato aritmeticamente il titolo: alla fine sono 5 vittorie su 6 per 25 punti in classifica. E’ la prima sconfitta degli All Blacks dal novembre 2020, quando furono battuti dall’Argentina 25-15.

Nel match che aveva invece aperto la giornata al Cbus Super Stadium di Robina (in Gold Coast), l’Australia ha travolto per 32-17 l’Argentina e chiuso al secondo posto con 18 punti, a +3 sugli Springboks. Chiudono a zero i Pumas, in controtendenza rispetto alle ultime apparizioni nel torneo, pagando un prezzo più alto rispetto alle altre per il contesto pandemico nel quale il rugby si sta barcamenando in questi due anni, oltre a quelle per le conseguenze della riorganizzazione politica, tecnica e strategica della federazione.

RIVINCITA

—   Il Sudafrica parte bene e dopo un piazzato da Handre Pollard arriva la meta: Codie Taylor perde palla nei suoi 22, Lukhanyo Am attacca e poi con un passaggio dietro la schiena libera Sibu Nkosi, che a sua volta allarga per Damian de Allende che si tuffa a schiacciare (Pollard manca la trasformazione). Al 9’ Jordie Barrett accorcia su piazzato, ma Pollard gli risponde al 12’. Un minuto dopo un controllo mancato da Willie le Roux su una palla alta regala l’ovale agli All Blacks al limite dei 22, Beauden Barrett vede spazio al largo e con una precisa pedata imbecca perfettamente Seevu Reece, che deve solo raccogliere e tuffarsi a schiacciare alla bandierina di destra (Jordie sbaglia la trasformazione). Abbastanza curioso che le due mete siano nate da errori simili e praticamente gratuiti. Ma quando Beauden Barrett accende la luce è show: l’apertura vede un buco e parte, quando Duane Vermeulen lo placca libera l’ovale per il sostegno di Rieko Ioane, che salta un paio di difensori e poi in offload offre a Ardie Savea la comoda corsa sotto i pali. Al 32’ Nkosi salva una meta fatta trascinando fuori dal campo Anton Lienert-Brow alla bandierina di sinistra. Sul lancio di Bongi Monambi, però, Scott Barrett anticipa Eben Etzebeth e schiaffeggia a terra l’ovale, sul quale piomba il mediano di mischia Brad Weber che lo raccoglie e riesce ad allungarsi a schiacciare nonostante il disperato tentativo di Faf de Klerk. Jordie trasforma la prima e manca la seconda. Al 37’ Mbonambi sbaglia ancora, stavolta lanciando oltre lo schieramento una touche molto interessante appena dentro i 22 avversari. A 90 secondi dall’intervallo curiosa decisione del c.t. sudafricano Jacques Nienaber, che cambia in blocco la prima linea. Dalla touche arriva poi una punizione che Pollard infila per il 20-14 sul quale si va al riposo. E la ripresa si apre allo stesso modo, con il piazzato del -3. Poi al 52’ arriva anche il sorpasso: da una touche nei 22, lungo attacco sudafricano, che con una serie di tentativi di sfondamento fa metri e si sposta pian piano da destra al centro, poi de Klerk apre verso l’esterno ed è di Elton Jantjies l’assist che libera il tuffo dell’ala Makazole Mapimpi (Pollard manca la trasformazione). Al 58’ arriva anche il piazzato del +5 di Jantjies, subentrato a Nkosi, mentre Frans Steyn entra al posto di le Roux, prima che un infortunio costringa a uscire anche il capitano Siya Kolisi. Al 68’ Jordie Barrett accorcia su piazzato, poi al 75’ l’estremo riporta gli All Blacks in vantaggio con un calcio da 25 metri centrale. Ma i colpi di scena non sono finiti: due minuti dopo Hershel Jantjes sul vantaggio serve Elton che inventa il drop da 40 metri per il controsorpasso, però sul restart arriva l’infrazione di Franco Mostert che permette a Jordie di firmare il 29-28. Ma non è finita: gli All Blacks cercano di mantenere il possesso a meno di 60 secondi dal termine, ma concedono turnover e fallo e Steyn trova la touche sulla linea dei 22 per l’ultimo attacco. Sul quale arriva il fuorigioco neozelandese che offre a Elton Jantjies il comodo piazzato che vale l’ultimo sorpasso e la vittoria.

TRIPLETTA

—   Tra Australia e Argentina si inizia con un errore dalla piazzola a testa per Emiliano Boffelli e Quade Cooper, che però si rifà al 10’, poi sbaglia anche Santiagio Carreras. Argentina che in settimana era stata protagonista di una grave infrazione alle rigorose restrizioni anti Covid australiane per gli spostamenti tra diversi stati: Pablo Matera, Joaquin Diaz Bonilla, Felipe Ezcurra, Sebastian Cancelliere, Santiago Medrano, Santiago Socino e due membri dello staff nel giorno di riposo hanno oltrepassato il confine con il New South Wales per fermarsi a Byron Bay e al ritorno sono stati ovviamente fermati e trattenuti. Verrà loro concesso di riunirsi alla squadra solo domani, quando l’Argentina salirà sul volo che la riporterà a casa. Il match prosegue senza sussulti fino al 27’: dopo una serie di attacchi australiani fermati fallosamente, all’ennesima scorrettezza arriva il cartellino giallo per Tomas Lavanini per un placcaggio insensato sul sostegno in touche. E così alla terza touche di fila lanciata all’angolo, la maul fa strada, poi quando sembra sfaldarsi da un lato sbuca il tallonatore Folau Faingaa che vede un buco e s’infila a schiacciare. Ci si aspetterebbe la reazione dei Pumas, invece i Wallabies assestano il secondo colpo: touche lunga di Faingaa che poi si propone per il riciclo, avanza qualche metro e poi smarca alla sua destra Rob Valetini, che a sua volta offre l’ovale all’interno per il perfetto inserimento e la volata in meta dell’ala Andrew Kellaway. Azione spettacolare a confermare l’ottimo lavoro che sta portando avanti il c.t. Dave Rennie, con la precisa volontà di restituire al rugby australiano quelle caratteristiche che negli ultimi anni erano state inspiegabilmente dimenticate. Cooper sbaglia la prima trasformazione e infila la seconda. Allo scadere l’Argentina riesce finalmente a trovare un po’ di continuità in attacco e costringe gli australiani nei 22, ma il massimo che ne cava è il piazzato che Boffelli firma per il 15-3 sul quale si va al riposo. La ripresa si apre con la terza meta australiana: lungo attacco nei 22 con gli avanti che fanno metri e i trequarti che si allargano, fino alla magia di Cooper, che in corsa in diagonale trattiene la palla con una finta per una frazione di tempo in più, i due difensori non riescono a leggere e il passaggio arriva con il timing perfetto per liberare lo sfondamento di Samu Kerevi. Cooper sbaglia anche questa trasformazione, ma la sostanza è un’altra: da quando è tornato a indossare la maglia della nazionale australiana, richiamato a 4 anni di distanza dall’ultimo cap, nelle 4 partite di questo Championship (compresa quella di oggi), il 33enne di Auckland ha dimostrato di essere più che mai funzionale alle idee di Rennie e di avere una classe che pochissimi al mondo possono eguagliare. Al 54’ Kellaway firma la doppietta con un assolo d’autore: attacco schierato e aperto nei 22, palla veloce da Nic White a Cooper, poi Valetini che serve l’ala, finta di passaggio verso l’uomo a sostegno lungo l’out, step interno per infilarsi tra due avversari e placcaggio rotto per andare a schiacciare. Passano 4 minuti e arriva la tripletta: touche profonda nei 22, Valetini avanza qualche metro e allarga per Cooper, palla veloce per Len Ikitau che sul doppio placcaggio inventa un sottomano alla velocità della luce e il compagno deve solo completare il lavoro (Cooper trasforma la prima e sbaglia la seconda). I Pumas hanno un sussulto d’orgoglio e tra il 63’ e il 73’ vanno due volte in meta con il subentrato pilone Tomas Gallo, che risolve sempre in prima persona un paio di buoni attacchi nei 22 (Boffelli le trasforma entrambe). E un ultimo attacco arriva a tempo scaduto: Michael Hooper ferma con un fallo professionale l’avanzata avversaria e incassa il giallo, i Pumas vanno a cercare la touche profonda, poi altro fallo e altro lancio, ma la maul viene fermata correttamente a due metri dalla linea. Non sarà arrivata la terza meta, ma per la squadra del c.t. Mario Ledesma è un modo quanto meno più onorevole di chiudere un torneo molto deludente.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/02-10-2021/rugby-championship-springboks-urlo-rimontati-battuti-all-blacks-4201590741482.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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