Capuozzo strizza l’occhio a Crowley: “Spero di esserci a novembre“

Capuozzo strizza l’occhio a Crowley: “Spero di esserci a novembre“

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15 settembre 2021

di SIMONE BATTAGGIA

[Ange Capuozzo nel match di Pro D2 vinto contro l’Agen il 9 settembre. Getty] Ange Capuozzo nel match di Pro D2 vinto contro l’Agen il 9 settembre. Getty

“Capuozzo, l’Ange qui fait gagner Grenoble” titolava MIDI OLYMPIQUE un paio di lunedì fa, nella stessa pagina in cui inseriva l’ESTREMO nel XV ideale della settimana. L’articolo si soffermava sull’azione che al 78′ ha regalato al club alpino la vittoria contro VANNES (33-38). Il bello è che Ange Capuozzo, 22 anni, visto in azzurro alla Coppa del Mondo under 20 2019, QUELLA META NON L’HA NEMMENO SEGNATA. “Ma bisognerebbe davvero amare poco il rugby per non apprezzare l’ACCELERAZIONE FOLGORANTE di Ange Capuozzo – scriveva il bi-settimanale del rugby francese -, partito dai suoi 22 metri e che ha lasciato sul posto tre difensori prima di sfilare via all’apertura Hilsenbeck, stordito da una tale velocità. Ma soprattutto, quell’ATTITUDINE FAVOLOSA CHE LO HA VISTO BLOCCARE TOTALMENTE LA CORSA per eliminare un altro difensore che stava ripiegando, il mediano di mischia springbok RUDY PAIGE, quel momento di stop che gli ha permesso di attendere il sostegno di Adrien Seguret, accorso chissà da dove. CAPACE DI RIACCELERARE DOPO UNO STOP COSÌ BRUSCO, Capuozzo riesce a resistere al placcaggio di Dubreuil e di offrire il pallone della vittoria al suo centro, per una meta che alla fine non ha schiacciato lui, ma che gli si può attribuire serenamente”.

Qui La straordinaria volata di Capuozzo per la meta contro Vannes

Capuozzo è uno dei TALENTI EMERGENTI DEL CAMPIONATO FRANCESe. Un estremo elettrizzante, sgusciante, di TAGLIA PICCOLA, con grandissima accelerazione, un fiuto straordinario per la meta e skills importanti. Una specie di MINOZZI? “PER CERTI VERSI È SIMILE – dice FABIO ROSELLI, che l’ha allenato in azzurro due anni fa al Mondiale e che, insieme a Maurizio Zaffiri, ha mantenuto i contatti con lui -, ma Ange ha più capacità nel processo decisionale in relazione a ciò che sta giocando. MENO ISTINTO E PIÙ COMPRENSIONE“. “Ange è uno che SENTE il rugby” aveva detto di lui STÉPHANE GLAS, ex centro dei Bleus, allenatore dei rossoblù dell’Isère fino alla scorsa stagione. “Sto vivendo un periodo magnifico – attacca lui, cercando di parlare il più possibile in italiano – e sento che il meglio deve ancora arrivare. Sono concentrato sul seguito della stagione. Il primo obiettivo è continuare a fare bene con il Grenoble, il secondo è essere coinvolto nell’Italia”.

[Capuozzo con l’under 20 azzurra] Capuozzo con l’under 20 azzurra

Ci racconta i suoi primi passi nel rugby?

“Sono nato a LE PONT-DE-CLAIX, alla periferia della città, lì ho iniziato a giocare a cinque anni, mentre a 10 sono passato al Grenoble. Nella mia famiglia non giocava nessuno. ANZI, VENIAMO DA UNA CULTURA CALCISTICA. La mia famiglia viene da Napoli”.

Cosa le è piaciuto del rugby?

“Non lo so, a 5 anni mi divertivo e basta. Credo comunque che la cosa che mi ha attratto di più sia il CONTATTO. Sono un ragazzo molto ENERGICO. E poi ho girato praticamente tutti i ruoli dei trequarti. Prima come nove, poi da apertura, due anni estremo, poi anche centro e ala. Ora però sento che il mio posto è quello di estremo, lì ho fatto le mie performance migliori”.

Glas dice lei “sente” il rugby. Che significa?

“Credo volesse dire che MI ADATTO BENE ALLE SITUAZIONI. Il fatto di aver giocato in tutti i ruoli mi permette di leggere quello che succede, capire se devo usare il piede, se devo sfidare l’avversario uno contro uno. Mi viene naturale affrontare qualsiasi tipo di situazione”.

Quando ha capito che estremo era il suo ruolo?

“Al Mondiale under 20 del 2019, grazie all’Italia. Mi ero avvicinato allo staff dopo un test tra noi della giovanile di Grenoble e la selezione under 20 azzurra. Lì avevo dato la mia disponibilità. Un po’ di tempo più tardi, quando decisero di convocarmi, MI CHIESERO SE FOSSI STATO DISPONIBILE A GIOCARE DA ESTREMO. Io allora giocavo mediano di mischia, avevo fatto un paio di partite con il 15 in under 16, ma ho detto di sì. ME LO CHIESE ROSELLI DI PROVARE QUEL RUOLO. Non avevo mai giocato una partita internazionale, non sapevo nulla ma alla fine andò benissimo. QUANDO TORNAI AL CLUB, ERO DIVENTATO UN ESTREMO. Di fatto la mia carriera è iniziata lì. Quella Coppa del Mondo in Argentina fu un’avventura magnifica. L’Italia per me è importante, ho una cultura italiana nella vita tra nonno, papà e passione per la musica. Ho parenti a NAPOLI, ROMA, BOLOGNA, ci sono stato due o tre volte a trovarli”.

Ci racconta le sue origini italiane?

“Nonno arrivò in Francia con la SECONDA GUERRA MONDIALE, papà è nato qui ma di fatto in famiglia si parlava napoletano. In famiglia si lavorava nell’industria dei GUANTI, una delle specialità del quartiere italiano di Grenoble. E uno zio ha un’azienda che commercia CAFFÈ“.

E’ in contatto con lo staff della Nazionale italiana? 

“Sì. Ci sentiamo al telefono con regolarità, con KIERAN CROWLEY E FRANCO SMITH. Anche solo per due o tre minuti, ma mi fa sempre piacere sentirli. Far parte della Nazionale per me è un grande obiettivo. SPERO DI ESSERCI A NOVEMBRe, oltretutto i test sono in Italia, sarebbe bellissimo esserci”.

Il raduno è fissato per il 24 ottobre.

“Esatto. ASPETTO LA CONVOCAZIONE, INTANTO INCROCIO LE DITA“.

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Fonte: https://metadellaltromondo.gazzetta.it/2021/09/15/capuozzo-strizza-locchio-a-crowley-ci-sentiamo-spero-di-esserci-a-novembre/

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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