Capolavoro Treviso! 35-8 ai Bulls, la Rainbow Cup è italiana

Capolavoro Treviso! 35-8 ai Bulls, la Rainbow Cup è italiana

Questa volta si fa festa davvero. Treviso stritola i Bulls sudafricani con una prova-monstre, si prende la inedita Rainbow Cup con un 35-8 inequivocabile, regala all’Italia il primo trofeo internazionale in una competizione di club. A Monigo, nella partita che chiude la stagione e fa da prologo a ciò che vedremo da settembre con le quattro sudafricane top che si uniranno a gallesi, irlandesi, scozzesi e italiane nello United Rugby Championship, va in scena ciò che nessuno si sarebbe aspettato, un festival di gioco e di mete della franchigia italiana contro una delle squadre più titolate e temute del rugby sudafricano, i Bulls di Pretoria. Da non credere.

PRIMO TEMPO

—   A Monigo fa caldo e c’è afa, ma la voglia di tifare dei 1250 fortunati ammessi è tanta. Treviso fa capire subito di tenere tremendamente a questa partita: impatti durissimi con Cannone e Lamaro a immolarsi, disciplina ineccepibile (primo calcio contro al 20’), rigore. I Bulls sembrano spaesati e al 6’ vengono sorpresi da Ioane, che accelera fino alla bandierina di sinistra per la metà del 5-0. I sudafricani sono temuti davanti, la prima mischia della partita, al 9’, con introduzione biancoverde, dà risposte confortanti. Nonostante un paio di touche perse, insomma, Treviso ha in mano il pallino e sa essere pericolosa nei contrattacchi di Hayward (all’ultima partita in Italia) sui tantissimi palloni che i Bulls rispediscono nella metà campo italiana. Al 13’ una superiorità al largo del Benetton è sprecata da una brutta trasmissione, poco più tardi Hayward contrattacca, Garbisi raccoglie l’offload e si invola, ma invece di aprire al largo passa il pallone all’interno servendo però un avversario. Il 10 azzurro gestisce montagne di palloni: in alcune occasioni sbaglia, ma le sue scelte non sono mai banali. Dalla piazzola Garbisi fa fatica, un calcio da 45 metri centrale è sprecato al 16’, mentre al 20’ non ha problemi a infilare l’8-0 da dentro i 22 per la controruck irregolare dei Bulls. Sembra un monologo di Treviso, ma in un attimo la partita cambia registro. Succede quando i Bulls, hanno il primo calcio a disposizione nella metà campo dei biancoverdi e, invece di piazzare, vanno in touche per innescare la maul. Al 21’ il pacchetto di Treviso regge all’avanzamento, al 24’ Garbisi compie un capolavoro recuperando su Van Vuren con un placcaggio salvameta sulla bandierina. Al 26’ un altro calcio piazzabile che i Bulls mandano in touche, e stavolta arriva la meta: finalizza Tambwe dopo che il pacchetto sudafricano ha stritolato i biancoverdi, portandoli fino alla linea di meta. Si riparte, Garbisi sbaglia la rimessa in gioca, sulla mischia a metà campo i Bulls conquistano un calcio e da metà campo Smith pareggia: 8-8. L’inerzia sembra invertita, ma improvvisamente i sudafricani regalano una meta a Treviso: prima lasciano scorrere il calcio di ripresa in gioco di Garbisi fino a una pericolosissima touche a 5 metri, poi pasticciano nella raccolta e nella trasmissione, con palla che ballonzola in area di meta, con Duvenage velocissimo a schiacciare: 13-8. Garbisi sbaglia la trasformazione, ma subito dopo si inventa un altro splendido calcio verso la touche. Ancora pressione, Treviso riconquista la palla, Els trova un’autostrada verso la meta: ma schiaccia o no? Il pallone sembra tenuto alto, forse c’è un in avanti ma si evidenzia soprattutto il placcaggio al collo di Jacobs su Els: meta tecnica e giallo all’ala sudafricana, si va al riposo sul 20-8.

SECONDO TEMPO

—   Al 3’ la meta capolavoro di Treviso: Garbisi vede libero al largo Ioane, lo serve con un cross-kick che l’ala fa rimbalzare ma riesce a raccogliere, prima di assorbire il placcaggio e di riuscire comunque a servire Lamaro all’interno, per la meta del 25-8. Garbisi aggiunge la trasformazione dall’angolo sinistro e, 4 minuti dopo, anche tre punti da 45 metri per un’interferenza su raccolta al volo di Tavuyara. I Bulls provano a mescolare le carte, cambiano i piloni e una seconda linea, ma la partita è saldamente nelle mani del Benetton. Diventa chiaro quando una touche a cinque metri per gli uomini di Pretoria viene sprecata per un lancio lungo, che il Benetton gestisce perfettamente fino a risalire oltre la metà campo grazie a un calcio di Hayward. E poi quando Padovani, da poco rientrato per Tavuyara, sfrutta una giocata di Garbisi (uomo del match) per la meta del 35-8 che fa stropicciare gli occhi. In mezzo c’è tanta sostanza, c’è il rigore tattico di capitan Duvenage (standing ovation all’uscita), l’avanzamento continuo di Halafihi (lo aspettiamo in azzurro a novembre), la montagna di placcaggi di Lamaro e Brex. C’è un afa che non si respira ma Treviso gioca con una freschezza e una voglia che stupiscono, mentre i Bulls si aggrappano alle loro sicurezze: la maul avanza, è vero, ma non sfonda, la difesa di Treviso si esalta e Monigo si spella le mani. La meta di Tambwe nel finale viene annullata, gli avanti biancoverdi conquistano un calcio in chiusa su introduzione sudafricana, la staffa a una prestazione enorme.

IL PRIMO PASSO

—   E così per una volta il rugby italiano può far festa. Il cammino è ancora lungo, da lunedì a Pergine Valsugana inizierà il percorso degli azzurri con c.t. Kieran Crowley - oggi all’ultima partita dopo cinque anni a Treviso - e intanto a Cardiff l’Italia under 20 inizia il suo Sei Nazioni contro il Galles. Servirà ancora tempo, sudore e tanta strada per dimostrare al mondo che il rugby italiano merita il Torneo e vale il massimo livello. Di una vittoria del genere, però, c’era bisogno come dell’aria.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/19-06-2021/capolavoro-treviso-35-8-bulls-rainbow-cup-italiana-4102121537483.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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