Autumn Nations Cup, l’Italia si illude un tempo poi cede alla Scozia: 17-28

Autumn Nations Cup, l’Italia si illude un tempo poi cede alla Scozia: 17-28

QUATTRO METE DEGLI HIGHLANDER CONTRO L’UNICA AZZURRA DI MINOZZI. SEGNALI POSITIVI DA FISCHETTI E CANNONE, MA VITTORIA ANCORA RIMANDATA

Un tempo per illudersi, un altro per guardare la realtà in faccia. A Firenze, nel primo turno della Autumn Nations Cup, gli azzurri vengono sconfitti 17-28 dalla Scozia, nonostante un primo tempo di buon livello. Quattro le mete degli Highlander, tre delle quali nella ripresa, contro l’unica segnatura azzurra, di Minozzi. I segnali positivi in chiave azzurra non mancano, da un Garbisi a buon livello in regia a una mischia competitiva, da un Fischetti cacciatore di calci a un Cannone commovente per dedizione e sacrificio. Il problema, l’annoso problema, è che quando la squadra va in riserva allora la diga non tiene più e gli avversari prendono in mano l’incontro. Vittoria ancora rimandata, in attesa di sapere se Italia-Figi di Ancona sabato prossimo si giocherà, dopo la nuova serie di test Covid nel team dei pacifici.

PRIMO TEMPO

—   Si parte con il ping-pong tattico al piede, ben retto da Garbisi. Il primo dato che emerge è la fallosità degli scozzesi: un primo calcio concesso in ruck (3-0 al 7’ con Garbisi), un fuorigioco, due punizioni conquistate dalla mischia azzurra (nel secondo caso con un clamoroso avanzamento) danno fior di possessi e sicurezze agli azzurri. Che rischiano, anche troppo - Bellini e Zanon al 10’ per poco non combinano un patatrac - ma prendono iniziative, con Violi e Garbisi a loro agio. Un quinto fallo scozzese (al 18°!) stavolta in touche, porta gli azzurri sul 6-0, anche se la linea degli Highlanders è solida e non si sgretola. Dopo il 20’ la riscossa degli ospiti passa per la maul. In due casi, infatti, Weir a disposizione calci piazzabili che però manda in rimessa laterale, per poi innescare l’arma di cui aveva parlato anche Franco Smith alla vigilia. Nel primo caso il pacchetto azzurro è bravo a sabotare il movimento, nel secondo il carrettino si innesca, viene fermato ma quando la palla esce al largo allora Van der Merwe trova l’angolo giusto per infilarsi tra Negri e Violi e segnare la meta del vantaggio scozzese (6-7 al 24’). L’Italia, però, stavolta reagisce subito, e lo fa con una meta di fattura davvero pregevole: a metà campo Garbisi attende il momento giusto per innescare Zanon, che buca la linea del vantaggio e trova il sostegno di Violi, poi dentro i 22 ancora Bellini e infine Minozzi che schiaccia in bandierina: splendido. Il tentativo di Garbisi dall’angolo sinistro (lui è mancino) colpisce il palo, ma l’Italia torna avanti 11-7. Gli ultimi 10 minuti sono segnati dal ritorno del Cardo, dal sacrificio difensivo degli azzurri (Cannone monumentale) e da un enorme Fischetti, che in due occasioni impone agli scozzesi dei “tenuto” capitali e i conseguenti calci di punizione a favore. Quando il contrattacco finale degli scozzesi si esaurisce con una palla persa a metà campo sull’out, gli azzurri tornano negli spogliatoi tra gli applausi dei pochi presenti.

SECONDO TEMPO

—   I primi minuti della ripresa danno all’Italia il massimo vantaggio, con un fallo in touche scozzese punito da Garbisi da 45 metri (14-7), ma gli ospiti man mano prendono in mano l’inerzia della partita. Aumenta l’intensità, migliora la disciplina, l’Italia inizia ad aver meno fiato. Al 6’ la meta di Weir viene annullata dal Tmo per un passaggio in avanti di Johnson sullo stesso mediano d’apertura, ma al 10’ la segnatura arriva davvero, e nel modo più subdolo: a 5 metri dalla meta Watson, da terra, ricicla, la palla colpisce Polledri e finisce tra le mani di Fagerson, che schiaccia facilmente a difesa ferma. L’Italia sembra aver finito le energie, iniziano i cambi, Varney dà fluidità e Mori fa un paio di cariche che valgono la linea del vantaggio, Garbisi costringe Hogg ad annullare in area di meta e a dare all’Italia una mischia ai 5, che porta l’Italia a 5 metri dalla meta. Ne esce un calcio per il vantaggio azzurro, 17-14. Entra Ghiraldini, al 105° cap: lancia una touche bella e folle in difesa, 20 metri di lancio per sbrogliare una situazione ingarbugliata, ma è un gesto tecnico splendido e isolato. La verità è che la Scozia ha in mano la partita: al 26’ va in meta Cummings, dopo che Turner ha fatto strada sullo stretto, ed è 17-21. Si fanno male Polledri e Allan, Mbandà e Minozzi (appena sostituito) entrano in campo. Gli azzurri sono ancora in partita, ma non ne hanno più, innanzitutto nelle fonti di gioco che così bene erano andate nel primo tempo. Lo si vede dalla prima touche persa dopo il 30’, da una mischia punita sul primo ingaggio a introduzione scozzese, da una maul d’attacco in cui gli scozzesi strappano il possesso. La meta al 37’ di Turner, con la maul scozzese che sfonda con l’aiuto dei trequarti, è la logica conseguenza: finisce 17-28 e la sensazione, ancora una volta, è che all’Italia manchi sempre qualcosa.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/14-11-2020/rugby-italia-scozia-17-28-autumn-nations-cup-390846671795.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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