Argentina nella storia, battuti gli All Blacks per 25-15

Argentina nella storia, battuti gli All Blacks per 25-15

A SYDNEY NELLA TERZA GIORNATA DEL CHAMPIONSHIP, PRIMO STORICO SUCCESSO DEI PUMAS SULLA NUOVA ZELANDA, FIRMATO TUTTO DA SANCHEZ CON LA META E 20 PUNTI AL PIEDE

L’Argentina scrive una pagina storica del rugby mondiale, battendo per la prima volta gli All Blacks per 22-15 a Parramatta (Sydney) nella terza giornata del Rugby Championship (quest’anno orfano del Sudafrica, trattenuto a casa dalle restrizioni del governo in materia di spostamenti conseguentemente alla pandemia da Covid-19).

Nei 29 precedenti i Pumas avevano sempre perso, tranne in occasione del pareggio (21-21) strappato il 2 novembre del 1985 a Buenos Aires in quello che era stato solo il secondo test ufficiale fra le due nazionali. Seconda sconfitta consecutiva per la squadra del c.t. Ian Foster, dopo quella con l’Australia: non accadeva dal 2011. Fra una settimana toccherà di nuovo ai Pumas del c.t. Mario Ledesma, che a Newcastle affronteranno l’Australia per la quarta giornata. In classifica gli All Blacks restano a quota 6, con l’Argentina che aggancia l’Australia a 4.

SUPER PUMAS

—   Parte bene l’Argentina, che si piazza nei 22 avversari, ma la difesa neozelandese non concede spazio, allora al 3’ con Nicolas Sanchez tenta un drop che però finisce largo. L’apertura si rifà due minuti dopo centrando un piazzato da 50 metri, ma gli risponde al 10’ Richie Mo’unga da posizione molto più comoda dopo un fuorigioco di Matias Orlando. Il possesso resta però stabilmente nelle mani dei sudamericani, che si fermano ai margini della zona pericolosa, fino a quando al 19’ colpiscono: conquistano un vantaggio grazie alle irregolarità neozelandesi, pazientemente conservano l’ovale, poi Sanchez decide di calciare alto, il numero 8 Rodrigo Bruni non riesce però a raccogliere, ma sul rimbalzo matto è proprio l’apertura a ritrovarsi la palla in mano per volare sotto i pali (e ovviamente trasformare). Sanchez che ha altre due possibilità su piazzato, infilando però solo il secondo al 27’. Al 30’ i Pumas si divorano una doppia, clamorosa opportunità di meta: scappano da metà campo in superiorità numerica, ma i neozelandesi coprono bene sui passaggi e quando per Juan Imhoff sembra fatta, è Aaron Smith a salvare con il placcaggio sull’ala, poi sul successivo tentativo di sfondamento degli avanti, è invece Mo’unga a salvare su Pablo Matera, tenendolo alto e impedendogli di schiacciare. L’Argentina domina la mischia che ne segue e conquista la punizione con cui Sanchez firma il 16-3 e si va al riposo con i Pumas avanti con merito: migliore l’attitudine, coraggiosi nel gioco, contro un avversario mai pericoloso e decisamente indisciplinato.

OCCASIONI

—   È di nuovo l’indisciplina a mandare per i pali nuovamente Sanchez al 49’, poi finalmente al 53’ arriva lo squillo degli All Blacks: touche a 5 metri, maul e tuffo a schiacciare del capitano Sam Cane, con Mo’unga che trasforma per il -9. Al 48’ però con un facile calcio sotto i pali di Sanchez l’Argentina riallunga. Al 60’ gli All Blacks gettano via una comodissima touche a 5 metri, poi si divorano un’altra occasione 5 minuti dopo con Rieko Ioane, che si fa cadere il pallone dalle mani nel momento di passarlo a Caleb Clarke libero a sinistra. Gli All Blakcs dominano, ma senza far male e così si entra negli ultimi 10 minuti sul 22-10: i Pumas vedono il traguardo della storia ormai vicinissimo. Anche perché gli All Blacks continuano a gettar via occasioni: su mischia ai 10 metri Hoskins Sutotu esce dal lato chiuso, largo tutto solo c’è Damian McKenzie, ma il passaggio della terza linea se ne va diretto in touche. E al 74’, dopo l’ennesima infrazione dei neozelandesi, stavolta con Whitelock, con Sanchez che da metà campo, leggermente spostato a sinistra, infila il piazzato che di fatto chiude i conti. Gli All Blacks chiudono ovviamente all’attacco, ma ovviamente con scarsissima lucidità, trovando solo a tempo scaduto l’inutile meta di Clarke, che su calcio di punizione battuto velocemente si fa trovare largo a sinistra, elude un paio di tackle e schiaccia (Mo’unga non trasforma). Ma a far festa è solo l’Argentina.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/14-11-2020/rugby-impresa-argentina-che-batte-all-blacks-390837412102.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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