All Blacks senza pietà, Australia travolta 43-5 con 6 mete

 All Blacks senza pietà, Australia travolta 43-5 con 6 mete

A SYDNEY GIOCATA LA PRIMA DEL CHAMPIONSHIP (ORFANO DEL SUDAFRICA) E I NEOZELANDESI SEGNANO CON TUINUKUAFE, MO’UNGA (2), COLES, IOANE E JORDIE BARRETT. E CONQUISTANO LA BLEDISLOE CUP. WALLABIES A SEGNO CON L’ESORDIENTE APERTURA LOLESIO

Gli All Blacks hanno travolto per 43-5 l’Australia a Sydney nella prima giornata del Rugby Championship, il torneo quest’anno rimaneggiato per l’assenza dei campioni del mondo in carica del Sudafrica (fermati in patria dalle restrizioni sui viaggi imposte dal Covid). Match che valeva anche come terza sfida per la 59a edizione della Bledisloe Cup, che, dopo le prime due giocate in Nuova Zelanda (un pareggio e una vittoria per i padroni di casa), oggi ha già trovato il suo padrone: come accade ormai ininterrottamente dal 2003, resta agli All Blacks.

Fra una settimana le due squadre si ritroveranno per il quarto e ultimo confronto diretto, stavolta a Brisbane. Il Championship proseguirà poi con All Blacks-Argentina (il 14 a Sydney), Australia-Argentina (il 21 a Sydney), Argentina-All Blacks (il 28 a Newcastle) e infine Australia-Argentina (il 5 dicembre a Sydney).

GIALLI E POKER

—   La partita si apre con il cartellino giallo a Filipo Daugunu dopo nemmeno 3 minuti per un placcaggio pericoloso in area sull’aria avversaria Caleb Clarke. E al 5’ arriva la meta neozelandese: pallone conservato dal pacchetto dalla touche a 10 metri, si prova ad aprire verso i trequarti, che però non fanno strada, allora Aaron Smith torna verso gli avanti e serve il gigantesco pilone Karl Tuinukuafe, che rientra e con un paio di avversari attaccati al collo riesce comunque a sfondare oltre la linea (Richie Mo’unga trasforma). Al 10’ secondo giallo, stavolta per l’ala neozelandese Jordie Barrett, che quando si vede arrivare contro Dane Haylett-Petty allarga il gomito colpendo al collo l’estremo avversario in una difesa dal placcaggio eccessiva e pericolosa. All’11’ gli All Blacks vanno a segno per la seconda volta con Dane Coles, che però nell’atto di tuffarsi sul pallone calciato da Mo’unga verso l’area di meta, riesce a schiacciare, ma arbitro (il neozelandese Ben O’Keeffe) e Tmo (l’australiano Angus Gardner) dopo una decina di replay stabiliscono che il tallonatore non è in controllo dell’ovale e annullano. Per i 4 test di Blesdisloe Cup si è scelto per la prima volta nella storia di utilizzare gruppi di arbitri non neutrali, alternandone ovviamente i ruoli, una conseguenza della limitazione agli spostamenti imposta dalle regole anti Covid. Al 13’ scena simile sempre alla bandierina di destra: stavolta è Clarke a involarsi, ma è decisivo il placcaggio di Marka Koroibete, che riesce a impedire all’ala di schiacciare. Al 21’ però è buona quella segnata da Mo’unga: mischia poco oltre i 10 metri, Aaron Smith serve l’apertura, che cambia direzione di attacco e decide di fare tutto da solo, passa tra il tallonatore Allan Alaalatoa e il mediano Nic White, poi con una finta sbilancia l’apertura Noah Lolesio e schiaccia. Finalmente un lampo di classe a giustificare una scelta che da più di un anno appare incomprensibile, perseverata dall’ex c.t Steve Hansen e portata avanti dal successore Ian Foster. E Mo’unga concede addirittura il bis 6 minuti dopo: calcetto di Barrett sui 22 difensivi a scavalcare la linea australiana, sull’ovale si avventa per primo il numero 10, che sguscia via a un paio di difensori e può volare in una metà campo completamente spalancata fin sotto i pali. Mo’unga che sbaglia la prima ma infila la seconda trasformazione. L’Australia è completamente in balia degli avversari e alla mezz’ora arriva anche la quarta: touche a 5 metri, maul perfetta e stavolta Coles schiaccia senza dubbi (Mo’unga trasforma). Si tratta di un clamoroso passo indietro da parte dell’Australia del c.t. Robbie Deans, che nelle prime due sfide con gli All Blacks si era dimostrata completamente all’altezza. Impossibile appellarsi all’assenza dei due big infortunati James O’Connor e Matt Toomua, sostituiti dagli esordienti Lolesio e Irae Simone.

REAZIONE E ILLUSIONE

—   L’intervallo è quello che ci voleva per i Wallabies che tornano in campo con un altro atteggiamento e dopo uno strepitoso break del centro Jordan Petaia, fermato da Clarke dopo 3 placcaggi rotti, è proprio Lolesio a ricevere l’ovale riciclato e finalizzare l’azione in meta (la trasformazione della 20enne apertura dei Brumbies, neozelandese di nascita, è invece da dimenticare). Gli All Blacks continuano a dominare nel possesso e nel territorio, però quanto meno gli australiani ora si difendono meglio e evitano di subire danni ulteriori, incassando solo un piazzato di Mo’unga al 60’. E’ però dall’altra parte che le cose faticano a funzionare, con l’attacco che si lascia imbrigliare troppo facilmente dei neozelandesi, che quando serve giocano sempre con mestiere al limite del regolamento. E al 72’ trovano anche la quinta meta: mischia sulla linea dei 5 metri vicini alla bandierina di destra, possesso facile, Ardie Savea esce con la palla in mano e serve Rieko Ioane che deve solo schiacciare. Passano 3 minuti e arriva la sesta, firmata stavolta da Jordie Barrett, che riceve corto da Mo’unga in mezzo al campo, s’infila tra due australiani e si invola imprendibile fin sotto i pali (Mo’unga le trasforma entrambe). Allo scadere il flanker neozelandese Shannon Frizell si merita il giallo per un placcaggio alto su Petaia, l’Australia può andare a giocare l’ultima azione con una touche nei 22 avversari, Koroibete si fa trovare largo puntuale all’appuntamento, ma su di lui piomba Jordie Barrett che gli nega una meta ormai fatta.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/31-10-2020/rugby-championship-all-blacks-senza-pieta-australia-travolta-43-5-390459449528.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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