Sei Nazioni, un altro naufragio Italia: l'Inghilterra dilaga 33-0

Sei Nazioni, un altro naufragio Italia: l'Inghilterra dilaga 33-0

A Roma l’Inghilterra travolge 33-0 l’Italia nel match che ha completato la seconda giornata del Sei Nazioni. Un successo mai messo in discussione, frutto di un dominio totale della squadra di Eddie Jones, con gli azzurri che purtroppo compiono decisi passi indietro rispetto alla decente prestazione dell’esordio in Francia. Per il c.t. Kieran Crowley è la conferma di quanto purtroppo molti altri prima di lui avevano provato a correggere: possono cambiare gli uomini, puoi lanciare promettenti giovani, puoi scovare affidabili equiparati, ma l’attitudine, la mentalità, la capacità di leggere le fasi della partita, la tecnica individuale, rappresentano lacune a questo livello impresentabili.

Con questa vittoria l’Inghilterra aggancia al secondo posto a quota 6 l’Irlanda, a -3 dalla Francia. Fra due settimane, dopo la pausa, l’Inghilterra ospita il Galles e l’Italia gioca in Irlanda.

UN MONOLOGO

—   Impiega 10 minuti, l’Inghilterra, per passare: un paio di infrazioni azzurre regalano punizioni e metri, poi da una ruck appena dentro i 22 la palla esce per Marcus Smith, che allarga per Max Malins, che con una breve accelerazione sull’out di sinistra fa fuori il placcaggio di Federico Mori e in offload restituisce all’interno per l’apertura, che può andare a schiacciare in beata solitudine (e poi trasforma anche). L’Italia sembra giocare in maniera troppo frenetica palla in mano e forza dei ricicli, come nel caso di una bella galoppata di Niccolò Cannone ben oltre i 22, ma poi sul placcaggio la seconda linea azzurra spara in aria un offload alla cieca dal quale non nasce nulla, quando sarebbe stato più logico conservare il possesso a terra e costruire una nuova fase.

Al 20’ arriva la seconda meta: da un tenuto di Monty Ioane a metà campo, l’Inghilterra va per la touche profonda, possesso mantenuto, break di Harry Randall che porta i suoi a pochi passi dalla meta, dove, dopo un paio di tentativi, a sfondare da pochi centimetri è il tallonatore Jamie George. Gli inglesi praticano un rugby molto semplice, palla all’uomo vicino e sfondamento, il problema è che gli azzurri concedono sempre troppi metri: la linea difensiva non tiene per niente bene rispetto invece a quanto aveva mostrato in Francia una settimana fa. Due buone accelerazioni di Ioane e Mori portano gli azzurri nei 22, ma poi nell’uno contro uno, a dispetto della differenza di stazza, è vincente il placcaggio del “piccoletto” Smith, che butta fuori dal campo l’ala del Bordeaux, che avrebbe benissimo potuto dirigere la sua caduta verso l’interno per restare dentro. Poco prima lo stesso Mori si era lanciato come un treno su Smith che, stava per ricevere isolato un pallone da calciare via, ma l’azzurro dimostrando anche qui scarsa capacità di lettura e intuizione, insensatamente va dritto a testa bassa e al mediano di mischia basta una semplicissima finta di corpo per spostarsi e ripartire senza problemi.

La terza meta al 32’ la segnerebbe Maro Itoje, ma l’arbitro, l’australiano Damon Murphy, chiama in soccorso il Tmo e annulla per l’ostruzione di due inglesi nella maul dalla quale parte l’azione. Poi sono bravi gli azzurri a difendere su un assalto inglese a forzare l’in avanti di Ellis Genge a pochi centimetri dalla meta. Ma proprio allo scadere gli inglesi la trovano: da una palla persa malamente da Stephen Varney a metà campo nasce un attacco con il quale gli inglesi sfondano e fanno strada a sinistra, poi il gioco viene riaperto a esplorare la superiorità dall’altra parte, con Genge che dimostra di avere mani degne di un centro e imbecca perfettamente George nell’insolita posizione di ala a raccogliere e sprintare per la meta nonostante il placcaggio di Ioane. A fine primo tempo si contano 84 placcaggi italiani contro 32 inglesi, con 8 punizioni concesse dall’Italia contro 2: la fotografia di un dominio dai connotati purtroppo enormi.

INGLESI A BONUS

—   Bastano 5 minuti della ripresa agli inglesi per trovare il bonus: mischia davanti ai pali, palla veloce fuori per Smith, passaggio piatto e veloce a sinistra per Elliot Daly (subentrato a inizio partita all’infortunato Jack Nowell) e che davanti a si ritrova la strada spalancata (Smith manca la difficile trasformazione). Una palla persa dagli inglesi scatena un contrattacco e la corsa di Ioane, che ribalta il campo fin dentro i 22 inglesi, che commettono fallo, gli azzurri vanno in touche, il possesso è ben gestito, Gianmarco Lucchesi piazza un bel break, ma gli inglesi commettendo fallo spengono l’attacco. Sugli sviluppi della touche seguente, però, gli azzurri perdono l’ovale. Ma qui sembra che proprio la testa sia perduta: con gli inglesi che chiaramente hanno tirato i remi in barca, prima Garbisi e poi il capitano Michele Lamaro usano in modo insensato il piede regalando la palla invece che provare a conservare il possesso e costruire qualcosa di decente.

Ma di decente c’è purtroppo veramente poco. Il neo entrato mediano di mischia Alessandro Fusco prova a risolvere in prima persona quando la maul viene fermata a 10 metri, ma, sebbene coraggioso, il tentativo si esaurisce con un tenuto visto che il sostegno tarda ad arrivare. Al 73’ su lungo calcio inglese è Leonardo Marin a commettere un pastrocchio mancando la presa, e il conto è salatissimo, visto che sugli sviluppi del possesso Kyle Sinckler vola a schiacciare in mezzo ai pali su delizioso assist interno di Malins, con Smith che trasforma. E per fortuna alo scadere Tiziano Pasquali nega a Henry Slade la sesta meta.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/6-nazioni/13-02-2022/sei-nazioni-italia-inghilterra-0-33-naufragio-azzurro-4301408240881.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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