Sei Nazioni, la Francia travolge la Scozia e ora vede il Grande Slam

Sei Nazioni, la Francia travolge la Scozia e ora vede il Grande Slam

La Francia ha travolto per 36-17 la Scozia a Murrayfield nel match che ha aperto la terza giornata del Sei Nazioni. Terza vittoria di fila per i bleus del c.t. Fabien Galthie, che iniziano a “vedere” il Grande Slam: nella prossima giornata, dopo la seconda e ultima settimana di pausa, sfideranno il Galles a Cardiff, per poi chiudere il Torneo con l’Inghilterra a Parigi. Seconda sconfitta consecutiva, dopo quella in Galles, invece per la squadra del c.t. Greg Townsend, che chiuderà con due trasferte (in Italia e in Irlanda) e che con ogni probabilità deve riporre in anticipo anche quest’anno le ambizioni di successo.

L’ESORDIENTE

—   Spira un vento teso su Murrayfield, che provoca due errori: prima manda direttamente in out il kick off di Romain Ntamack, poi al 7’ corregge fuori un piazzato di Melvin Jaminet da facilissima posizione. Ma passa un minuto e una strepitosa invenzione di Antoine Dupont genera la meta di Paul Willemse: il mediano di mischia raccoglie un calcio lungo in mezzo al campo all’altezza dei 22 metri difensivi, quasi da fermo parte infilandosi in mezzo a due maglie bianche e ribalta completamente il campo, fermato solo dopo aver rotto un placcaggio entrando nei 22 scozzesi, poi dopo la ruck è la seconda linea a ricevere e a sfondare (Jaminet trasforma). Finn Russell risponde infilando un piazzato, ma al 13’ arriva la meta di Yoeram Mofana, l’ala chiamata a rimpiazzare l’infortunato Gabin Villier, che si tuffa a schiacciare dopo avere ricevuto perfettamente nelle mani un offload miracoloso di Cyril Baille, a sua volta servito da Damian Penaud, bravissimo a tenere vivo il pallone nonostante il placcaggio che lo sbatte fuori dal campo. La Scozia aveva concesso due mete nelle prime due partite del Torneo. Poco prima della mezz’ora la difesa francese è strepitosa nel fermare i tentativi di sfondamento prima di Ali Price e poi di Zander Fagerson, tenendo il pallone sempre alto, ma nella difesa sul mediano di mischia c’è un placcaggio alto: gli scozzesi rifiutano il facile piazzato e giocano, vengono respinti sul primo tentativo, ma sul secondo a sfondare da distanza ravvicinata, beffando all’interno la difesa di Anthony Jelonch, è l’esordiente Rory Darge (e Russell trasforma). Ventidue anni compiuti appena 3 giorni fa, dopo avere giocato per Southern Knights ed Edinburgh, Darge oggi è in forza ai Glasgow Warriors. E’ stato capitano dell’Under 20, mentre il fratello minore Arron gioca a calcio, difensore degli Heart of Midlothian. Oltre a giocare a rugby, Darge ha scelto di seguire la facoltà universitaria di economia. Ha raccontato che i suoi idoli di gioventù sono stati due pugili: Mike Tyson e Muhamad Ali. La Scozia ha ormai ribaltato l’inerzia del match e al 38’ sciupa una clamorosa occasione in contrattacco, propiziata da un break di Duhan van der Merwe, con il lunghissimo passaggio poi di Chris Harris a cercare Stuart Hogg, liberissimo sull’out di sinistra: l’estremo ci arriva però appena con la punta delle dita senza riuscire a controllare. E dalla meta mangiata a quella subita è un attimo: con il cronometro rosso da due minuti, i bleus orchestrano da touche un ultimo attacco, con la palla che arriva poi nel mezzo del campo a Gel Fickou: il centro scivola verso destra, prende velocità e nessuno riesce a riprenderlo, con gli i tentativi di Price e Darge che non impediscono al francese di schiacciare alla bandierina. Jaminet trasforma e al riposo si va sul 19-10 per la Francia, con un enorme rammarico scozzese.

CHOC

—   E se la chiusura di primo tempo per la Scozia è stata un incubo, l’avvio della ripresa è uno choc: Damian Penaud scappa via sull’out di destra ribaltando il campo per poi calciare a seguire, con Jonathan Danty che arriva per primo a raccogliere l’ovale, trotterellando poi indisturbato per la meta del bonus (stavolta Jaminet sfrutta bene il vento e trasforma). Il problema principale adesso per la Scozia è che, a dispetto della quantità di gioco sviluppato in attacco, nel breakdown la predominanza francese è quasi totale e quindi ogni pericolo muore sul nascere. E così, con la stanchezza e la frustrazione che logorano i padroni di casa, al 60’ arriva inevitabile la quinta meta: palla rubata nel mezzo di un drive e poi trasformata in un attacco al largo, con Danty che libera la volata alla bandierina di Penaud. Che al 75’ firma anche la doppietta: touche profonda nei 22 a destra, maul e palla fuori per Ntamack, che senza pressione con un cross-kick pesca liberissimo sul lato opposto l’ala, che si vede recapitare il pallone in braccio per il comodissimo tuffo. A dare maggior peso a questa vittoria è la certezza che la Scozia sia un’ottima squadra, come dimostra la meta allo scadere: Blaier Kinghorn raccoglie una palla lunga al limite dei suoi 22 e con una maestosa accelerazione infila una difesa francese troppo statica, poi dopo 40 metri di corsa ha la lucidità di smarcare con un passaggio interno van der Merwe, che può andare indisturbato a schiacciare (Hogg trasforma). Una piccola gioia per i tifosi scozzesi in un pomeriggio molto duro.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/6-nazioni/26-02-2022/rugby-sei-nazioni-francia-scozia-36-17-4301613784512.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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