Sei Nazioni: Italia, contro la Scozia la novità è l’esordio di Nicotera

Sei Nazioni: Italia, contro la Scozia la novità è l’esordio di Nicotera

Cambi obbligati in prima linea per l’Italia del c.t. Kieran Crowley, che in vista del match di sabato con la Scozia a Roma, per la quarta giornata del Sei Nazioni, ha scelto l’esordiente Giacomo Nicotera come tallonatore titolare, complici le assenze di Gianmarco Lucchesi (infortunato) ed Epalahame Faiva (squalificato), sfortunati protagonisti della bizzarra catena di eventi registrata nel match perso in Irlanda una settimana fa.

NOVITÀ

—   Nicotera, 25enne tallonatore friulano della Benetton Treviso, è cresciuto nel Venjulia Rugby Trieste, passando poi per la fondamentale esperienza di Mogliano. Nel XV di partenza ci sarà un altro cambio, con Callum Braley al posto dell’infortunato Stephen Varney come mediano di mischia. In panchina andrà un altro potenziale esordiente: il 22enne Ange Capuozzo, estremo del Grenoble nel ProD2 francese. Panchina che per la prima volta nel Torneo cambia composizione, con Crowley che inserisce 3 trequarti: oltre a Capuozzo, il mediano di mischia Alessandro Fusco e il centro Marco Zanon (probabilmente viste le condizioni non perfette di Nacho Brex). Un’altra novità in panchina riguarda i piloni, con Giosué Zilocchi preferito a Tiziano Pasquali. Italia che ha fatto visita al Museo del Rugby di Artena, con l’obiettivo di ispirarsi magari a qualche impresa degli azzurri del passato. Particolarmente interessati a una sezione che raccoglie quattro maglie che rappresentano altrettante pietre miliari del rugby italiano: quella dell’allora capitano e oggi presidente federale Marzio Innocenti indossata nel 1987 contro gli All Blacks nella prima partita della prima edizione dei Mondiali in Nuova Zelanda, quella del pilone aquilano Andrea Castellani della vittoria sulla Francia a Grenoble dieci anni dopo e poi due che riguardano l’avversario di sabato, quella di Carlo Checchinato della vittoria sulla Scozia nel 2000 nell’esordio assoluto al Sei Nazioni e quella del flanker aquilano Maurizio Zaffiri della prima vittoria in trasferta nel Torneo, a Murrayfield nel 2010.

GRENOBLE

—   E proprio la presenza di Capuozzo in panchina rimanda a uno di quei gloriosi ricordi della storia del rugby italiano: Ange è nato infatti a Grenoble il 30 aprile del 1999. “Papà Franc era in tribuna al Lesdiguieres il 22 marzo del 1997 quando l’Italia sconfisse la Francia nel match che di fatto aprì agli azzurri le porte del Sei Nazioni. Mi ha raccontato della grandissima emozione per una vittoria storica. Oggi noi ci alleniamo su quel campo, magari è stato un segno… Quella generazione fu importantissima per l’Italia”. Capuozzo, come si può facilmente intuire dal cognome, di cui va molto fiero, “non potete capire che sofferenza sentirlo storpiare continuamente dai francesi”, è di origini napoletane, anche se i pezzi della sua famiglia sono sparsi per varie città italiane. “Quando è arrivata la prima convocazione c’è stata molta emozione pensando che il nome della nostra famiglia avrebbe difeso i colori dell’Italia. Abbiamo festeggiato a casa, ma poi ho offerto la cena alla famiglia”. E poi sono arrivati i primi allenamenti e la conoscenza coi compagni: “Ho trovato un livello tecnico e fisico molto alto. Il ProD2 è un campionato durissimo soprattutto fisicamente, ma salendo nel livello internazionale si trova la stessa durezza a una velocità ancora maggiore. Per me è molto importante giocare in differenti posizioni per migliorare la mia visione e comprensione del gioco. Mi considero però innanzi tutto un estremo, mi piace giocare, influire nell’azione nel rispetto del piano di gioco”. Certo che giocando con l’Italia avere tante occasioni per attaccare non è scontato… “Non è vero, non è vero!”, replica con un sorriso Ange. “Abbiamo molte opportunità per contrattaccare. Penso che con un po’ di fortuna, un po’ di aggressività e sfruttando il collettivo si possono fare buone cose”. Con i suoi 177 centimetri per 71 chili, potrebbe sembrare davvero minuscolo in mezzo a tanti colossi, ma un compagno di squadra ci svela che Capuozzo sarà anche piccolo, “ma è duro come l’acciaio”. E allora qual è il segreto? “Quando giocavo mediano di mischia ho lavorato e sviluppato moltissimo la mia tecnica individuale e poi con un lavoro specifico sulle gambe ho visto che avevo velocità e quindi partita dopo partita mi sento sempre più confidente nel fisico. Gli impatti? Certo, dopo la partita sento qualche dolore per qualche giorno… Ma la cosa fondamentale è la serietà che si deve mettere nelle cose che si fanno, nella gestione della mia vita quotidiana: visto il mio fisico ci devo mettere ancora più impegno e serietà di quanto facciano altri”. Il suo riferimento in campo internazionale è un All Black: “Damian McKenzie: può giocare in diversi ruoli, stremo, ala, apertura, non ha un gran fisico, è rapido, veloce e istintivo, ma soprattutto sente il gioco”.

FORMAZIONI

—   ITALIA: 15 Edoardo Padovani; 14 Pierre Bruno, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Leonardo Marin, 11 Montanna Ioane; 10 Paolo Garbisi, 9 Callum Braley; 8 Toa Halafihi, 7 Michele Lamaro (capitano), 6 Giovanni Pettinelli; 5 Federico Ruzza, 4 Niccolò Cannone; 3 Pietro Ceccarelli, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti.

A DISPOSIZIONE: 16 Luca Bigi, 17 Ivan Nemer, 18 Giosué Zilocchi, 19 David Sisi, 20 Manuel Zuliani, 21 Alessandro Fusco, 22 Marco Zanon, 23 Ange Capuozzo.

SCOZIA: 15 Stuart Hogg (c); 14 Darcy Graham, 13 Chris Harris, 12 Sam Johnson, 11 Kyle Steyn; 10 Finn Russell, 9 Ali Price; 8 Matt Fagerson, 7 Hamish Watson, 6 Rory Darge; 5 Grant Gilchrist, 4 Sam Skinner; 3 Zander Fagerson, 2 George Turner, 1 Pierre Schoeman.

A DISPOSIZIONE: 16 Stuart McInally, 17 Allan Dell, 18 WP Nel, 19 Jamie Hodgson, 20 Magnus Bradbury, 21 Ben Vellacott, 22 Adam Hastings, 23 Sione Tuipulotu.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/6-nazioni/10-03-2022/sei-nazioni-italia-scozia-roma-la-novita-nicotera-4301786901028.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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