L'Italia nel Sei Nazioni impossibile, Crowley: “Sfidiamo le migliori del mondo“

L'Italia nel Sei Nazioni impossibile, Crowley: “Sfidiamo le migliori del mondo“

Il c.t. azzurro Kieran Crowley lo definisce “il Sei Nazioni più competitivo, equilibrato ed incerto di sempre”. Nel recente novembre internazionale, infatti, le europee hanno sconfitto le corazzate dell’emisfero Sud, ovvero Sudafrica, All Blacks e Australia: questo, secondo il neozelandese, fa di “Francia, Inghilterra e Irlanda le squadre più forti del mondo, tanto che se il Mondiale del 2023 si dovesse giocare ora, lo vincerebbe una di loro”. Uno stato di cose che lascia immaginare un’Italia, che esordirà (diretta tv su Sky) domenica 6 febbraio a Parigi con la Francia, ancor più lontana da un possibile ritorno alla vittoria in un Torneo che l’ha vista uscire sempre sconfitta nelle ultime 32 partite giocate. Azzurri che hanno chiuso a zero punti nelle ultime 2 edizioni, e che sommando le ultime quattro hanno raccolto la miseria di un punto (datato 2018). L’ultima vittoria resta quella del 28 febbraio 2015 in Scozia (22-19), mentre l’ultima affermazione a Roma risale addirittura al 16 marzo 2013 (22-15 all’Irlanda).

MIGLIORI

—   Crowley è al lavoro da una settimana con il gruppo azzurro nel raduno di Verona: “È stata una buona settimana, ben organizzata. Chi sarà l’estremo? Abbiamo diversi giocatori che possono coprire quella posizione quindi ci sentiamo al sicuro e abbiamo piena fiducia. Nel ruolo di pilone destro abbiamo molti infortunati, spetterà a Pietro Ceccarelli e Tiziano Pasquali non far rimpiangere gli assenti. Il ritorno di Sergio Parisse? Siamo in contatto costante, a novembre era infortunato, due settimane fa abbiamo deciso di farlo giocare con il suo club a Tolone e poi torneremo a prenderlo in considerazione dalla prossima convocazione per la terza partita”. Si riparte da un Sei Nazioni 2021 chiuso con le peggiori statistiche della storia. “Guardando alle partite di un anno fa - dice il c.t. Crowley - la difesa è stata un grande problema, come la disciplina, quindi rappresentano due aree su cui stiamo lavorando intensamente”. Un calendario che dopo la Francia prevede la partita con l’Inghilterra in casa, poi la prima pausa, quindi l’Irlanda a Dublino, seconda pausa e chiusura con Scozia in casa e Galles a Cardiff nell’ultima: per Crowley non sarà possibile programmare una gestione degli uomini: “Non c’è una strategia, prendiamo ogni partita come viene, sceglieremo sempre i migliori. Non abbiamo una partita in particolare da puntare, l’obiettivo deve essere quello di giocare al meglio ogni partita”.

LAMARO

—   A chi invece chiede a Michele Lamaro se si ritiene uomo immagine di questa squadra, il capitano azzurro replica senza fronzoli: “Non è mio compito essere un uomo immagine, piuttosto devo pensare a fare in mondo che i miei compagni possano sfruttare al meglio le loro caratteristiche, ispirarli per esprimerci al meglio in campo. Quello che c’è intorno, la passione, è un aspetto secondario. A novembre c’è mancata l’esperienza per riportare nelle altre due partite quello spirito che avevamo mostrato con gli All Blacks. Le mie favorite sono Francia e Irlanda, ma per il calendario vedo leggermente avvantaggiati i bleus”.

PRESIDENTI

—   Per Marzo Innocenti sarà il primo Sei Nazioni da presidente della Fir: “Tante aspettative per un Torneo dove si incontreranno squadre che hanno battuto le grandi dell’emisfero Sud, le sfideremo dando il massimo. L’obiettivo è riportare il rugby in alto, stabilmente nelle prime 10 del mondo. Fino al momento siamo i perdenti, ma siamo qui per cambiare lo stato delle cose. Come tutti i giocatori della mia generazione, guardavo il Cinque Nazioni con l’aspirazione e il sogno di giocarlo, quindi oggi mi piace pensare di essere un esordiente”. Giovanni Malagò, invece, da presidente del Coni ne ha già vissuti tantissimi, ma da appassionato non si è perso una partita dalla prima edizione del 2000 (impegni istituzionali permettendo): “Il Sei Nazioni è la storia dello sport, ho parlato tante volte col presidente Innocenti, ho visto buoni segnali, c’è fiducia nel c.t. e sono felice per tanti motivi che il capitano sia Michele Lamaro. Ci sono le condizioni per far bene e portare il rugby nei piani alti”. A dispetto del disastroso rendimento dell’Italia, il Sei Nazioni si conferma compatto accanto alla Federazione italiana, come ha ben spiegato ieri al lancio ufficiale del Torneo l’amministratore delegato Ben Morel: “Non è una questione di credibilità. I vertici italiani sanno benissimo quali sono i problemi e stanno investendo ingenti risorse per risolverli. E io vedo una squadra giovane in grado di crescere bene. Il format del Sei Nazioni non è in discussione e non è in agenda la possibile introduzione di promozioni e retrocessioni. Sappiamo che dietro ci sono nazionali emergenti come la Georgia che chiedono spazio, ma io credo che si renderebbe un servizio migliore offrendo loro match più importanti nelle finestre internazionali di luglio e novembre”.

LE ALTRE

—   Dalle altre squadre, la notizia più importante è quella che arriva sul fronte Inghilterra: il capitano designato Owen Farrell salterà l’intero torneo per un infortunio a una caviglia. Operato a novembre all’altra caviglia infortunata nel test con l’Australia, il mediano di apertura dei Saracens si è infortunato in allenamento e ieri è stato di nuovo operato per uno stop previsto di 10 settimane. Tutto lascia pensare che anche il Galles sarà privo per l’intero torneo del suo leggendario capitano Alun Wyn Jones: la 36enne seconda linea, reduce da due interventi a una spalla, è arrivato a toccare quota 161 caps internazionali. Il c.t. Wayne Pivac non esclude comunque l’ipotesi di poterlo riavere per le ultime due partite.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/6-nazioni/27-01-2022/rugby-sei-nazioni-crowley-sfidiamo-migliori-mondo-4301123746535.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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