L'Irlanda dilaga 57-6: per l'Italia in 13 un'ora sconfitta n.100 nel Torneo

L'Irlanda dilaga 57-6: per l'Italia in 13 un'ora sconfitta n.100 nel Torneo

L’Irlanda sconfigge per 57-6 l’Italia a Dublino nel match che completa la terza giornata del Sei Nazioni. Vittoria che permette alla squadra del c.t. Andy Farrell di salire al secondo posto in classifica con 11 punti, a -3 dalla Francia e a +1 sull’Inghilterra, mentre gli azzurri (alla centesima sconfitta dall’ingresso nel Torneo 22 anni fa) restano mestamente ultimi e sempre a zero, dietro a Scozia e Galles (5). Dopo la seconda e ultima settimana di pausa il Sei Nazioni tornerà con Galles-Francia (venerdì 11 marzo alle 21), Italia-Scozia (sabato 12 alle 15.15) e Inghilterra-Irlanda (sabato 12 alle 17.45).

INFORTUNIO E ROSSO

—   La prima meta di Joey Carbery arriva dopo 4 minuti di possesso totale irlandese, con l’apertura che raccoglie dopo il break di Peter O’Mahony e il passaggio interno per Dan Sheehan: resta qualche dubbio però sul passaggio del flanker al tallonatore, ma l’arbitro, il georgiano Nuka Amashukeli, che è a due passi, è certo della regolarità e non chiede nemmeno il Tmo per verificare l’eventuale in avanti (e Carbery trasforma anche). Per la prima volta un rappresentante della Georgia dirige un match del Sei Nazioni e c’è da dire che il biglietto da visita non sia un granché: alla prima touche del match dopo un minuto, l’irlandese Sheehan lancia stortissimo, ma Amashukeli, ben piazzato, fa finta di niente. Dal canto suo l’Italia non vede quasi mai il pallone e quando prova a manovrarlo lo regala regolarmente agli avversari con errori di manualità. Al 12’ assistiamo a una dormita incomprensibile: ruck al limite dei 22, gli azzurri sono inspiegabilmente tutti alla destra di Stephen Varney, che richiama una distribuzione migliore, ma gli irlandesi non stanno certo a guardare e catturano il mediano di mischia azzurro, rubando palla. Quanto meno si ha la lungimiranza di affidarsi al piede di Edoardo Padovani quando arriva una punizione a favore a metà campo: l’estremo azzurro infila i pali nonostante l’estrema difficoltà. L’Italia perde per infortunio il tallonatore Gianmarco Lucchesi, entra Haime Faiva che però al 19’ rimedia un imperdonabile cartellino rosso per un placcaggio di spalla che centra il collo di Sheehan.

NUOVO REGOLAMENTO

—   La punizione per gli azzurri è addirittura doppia: senza tallonatori è obbligata a giocare mischie no-contest, ma secondo una regola recente, considerando che l’emergenza è conseguenza di un cartellino, oltre a dover far uscire un uomo (l’ala Pierre Bruno) per farne entrare un altro di prima linea (Ivan Nemer), la squadra è costretta a far uscire anche un altro giocatore di mischia (in questo caso la scelta cade sul numero 8 Toa Halafihi). Questo perché, secondo la filosofia che ha indotto all’istituzione di questa norma, si impediscono eventuali furbate (ad esempio come finti infortuni) di chi chiede la mischia no-contest (dove il possesso resta sempre a chi introduce il pallone) senza averne l’effettiva necessità. Il carteggio di questa norma prevede tutte le eventualità che possono presentarsi in una partita e l’Italia paga quindi la sequenza infortunio-rosso con una doppia inferiorità. La partita di fatto finisce qui, con gli irlandesi che vanno in meta altre tre volte prima dell’intervallo: con James Gibson-Park, che riceve dopo lo slalom di James Lowe, poi con il debuttante estremo Michael Lowry che sprinta alla bandierina di sinistra, e infine con il capitano O’Mahony, che riceve da Garry Ringrose a 2 metri e batte Padovani tuffandosi oltre. Carbery trasforma solo la prima, poi allo scadere Paolo Garbisi infila un piazzato e al riposo si va sul 24-6. Resta da dire che al di là dell’inferiorità, è proprio l’interpretazione degli azzurri nel confronto uno contro uno a lasciare interdetti, visto che si preferisce coprire uno spazio impossibile da coprire piuttosto che concentrarsi sull’avversario.

DOPPIETTA

—   Garbisi sbaglia un piazzato a inizio ripresa, poi al 52’ arriva la meta di Lowe, che su attacco che fa tanta strada, riceve in completa solitudine il passaggio di Gibson-Park. Carbery manca la trasformazione e lascia il posto a Jonathan Sexton, che rientra dopo l’infortunio che lo aveva costretto a saltare la Francia. E che impiega 5 minuti per entrare palla in mano nei 22 e servire a Lowry la palla della doppietta. Di buono da parte degli azzurri c’è un’attitudine decisamente migliore rispetto al primo tempo, come dimostra la difesa intorno al 60’ quando, quando, con il capitano Michele Lamaro a terra soccorso dai medici, riescono comunque a spostarsi e a difendersi con efficacia provocando anche un in avanti. Al 70’ errore di Alessandro Fusco (il primo in uno spezzone di partita giocato bene), subentrato a Varney, che si fa intercettare dalle enormi braccia di Ryan Beard un calcio dalla base della ruck sui 22 metri, con la seconda linea irlandese che corre a raccogliere per il tuffo in meta. Come se non bastasse, al 76’ un in avanti volontario in zona pericolosa costa il giallo a Bram Steyn, con gli azzurri che restano addirittura in 12: dalla mischia la palla esce per l’inevitabile superiorità al largo, con Lowe che può comodamente appoggiare a terra alla bandierina di sinistra. L’Irlanda non si ferma nemmeno a tempo scaduto e trova la nona meta con la seconda linea subentrata Kieran Treadwell, che sfonda da pochi passi dopo l’inarrestabile avanzamento dei compagni. Sexton chiude con 4/4 nelle trasformazioni, ma cambia poco.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/6-nazioni/27-02-2022/sei-nazioni-irlanda-dilaga-57-6-italia-sconfitta-100-torneo-4301628312764.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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