L'Inghilterra non brilla, ma il Galles è domato 23-19

 L'Inghilterra non brilla, ma il Galles è domato 23-19

L’Inghilterra ha sconfitto per 23-19 il Galles a Twickenham nella terza giornata del Sei Nazioni. La seconda vittoria nel Torneo permette alla squadra del c.t. Eddie Jones di isolarsi momentaneamente al secondo posto con 10 punti, a -4 dalla Francia (che sfiderà nell’ultima giornata a Parigi). Il Galles, che nella quarta giornata riceverà la visita della capolista, grazie al punto di bonus aggancia la Scozia a quota 5. Nel match che domani completerà il turno, l’Irlanda (6 punti) ospiterà l’Italia e proverà a mettersi davanti agli inglesi. Il Sei Nazioni si fermerà quindi per la seconda e ultima settimana di pausa.

MISCHIE

—   Un tenuto di Alex Cuthbert provocato da Maro Itoje appena fuori dai 22 provoca la punizione con la quale Marcus Smith sblocca il risultato al 3’. La situazione si ripete quasi identica e quasi nella stessa posizione dopo tre minuti, ma stavolta è Taine Basham a commettere fallo a terra, con Smith che firma il 6-0. Il Galles si pianta poi per diversi minuti all’angolo verso la bandierina di destra a 5 metri, ma le punizioni guadagnate con la mischia e con la maul vengono vanificate da una touche buttata via. Dall’altra parte la terza infrazione a terra gallese non causa danni, visto che stavolta Smith manca il bersaglio. Un assalto inglese sulla linea di meta porta Charlie Ewels a sfondare, ma la seconda linea inglese non riesce a schiacciare anche a causa del colpo sul braccio (evidenziato dal Tmo) che gli rifila Liam Williams: per l’estremo gallese arriva il cartellino giallo. La posizione è invitante proprio sotto i pali, ma gli inglesi rifiutano la punizione e vanno per la mischia, solo che anche questa, come le precedenti in favore del Galles dall’altra parte, non trovano una chiara lettura dell’ingaggio, con l’arbitro Mike Adamson che punisce di nuovo i padroni di casa. E il Galles respinge l’attacco senza danni, “mangiandosi” anche 2 minuti di inferiorità numerica. Al di là delle mischie incomprensibili e delle touche sbagliate, il gioco resta confuso e spezzettato: a giocate da funamboli (pochine in realtà), i giocatori di entrambe le parti alternano errori inspiegabili (molti di più). Alla mezz’ora Basham commette un altro fallo in ruck e Smith firma il 9-0. Con l’ultimo possesso del tempo gli inglesi guadagnano metri su metri e sfondano fino a un passo dalla meta, l’ennesima infrazione gallese interrompe l’attacco, ma permette comunque a Smith di infilare i pali per il 12-0 sul quale si va al riposo.

LE METE E IL RECORD

—   La ripresa si apre con la prima meta del match: il Galles ha una touche nei pressi dei suoi 5 metri difensivi, il lancio però è troppo lungo e in fondo agli schieramenti è un fulmine a raccoglierlo il numero 8 inglese Alex Dombrandt, che sprinta e riesce ad allungarsi a schiacciare nonostante il disperato tentativo di placcaggio di Taulupe Faletau. Ma al 54’ il Galles finalmente batte un colpo: logorante attacco nei 22 risolto da uno splendido passaggio di Tomos Williams a pescare largo a sinistra Josh Adams, che può sprintare in meta. Il Galles ci crede e torna subito ad assediare i 22, conquista un paio di punizioni, poi alla fine a sfondare da corta distanza è il centro Nick Thompkins: Dan Biggar manca la prima trasformazione, poi infila la seconda per il -5. L’Inghilterra ha schierato oggi mediano di mischia titolare Harry Randall: il 24enne dei Bristol Bears è cresciuto rugbisticamente in Galles, al Llandovery College, lo stesso dell’infortunato capitano Alun Wyn Jones e dell’ala George North. Le sfide con l’Inghilterra sono vissute dai gallesi con una fiera rivalità e una incrollabile lealtà, ma crediamo che oggi quella dell’allenatore Iestyn Thomas sarà stata messa a dura prova vedendo scendere in campo in maglia bianca il suo ex allievo. “Sarei felice di vedere Harry giocare bene…”, ha detto alla vigilia. Nato a Slough da genitori inglesi, Randall ha traslocato nell’Amman Valley all’età di 4 anni e lì ha iniziato a giocare a rugby. Per 3 anni ha poi studiato a Llandovery, prima di trasferirsi all’Hartpury College quando ne aveva 17. Ha giocato per le Under 16 e 18 del Galles, prima di decidere definitivamente per l’Inghilterra: nelle interviste ha sempre dichiarato di sentirsi inglese. La questione della scelta è però legata a un giudizio degli allenatori dell’academy degli Scarlets, che lo ritenevano troppo lento nel passaggio e piccolino, e che lo spinse a trasferirsi ad Hartpury. Con i suoi 173 cm. per 79 kg. appare abbastanza minuto rispetto agli standard del rugby internazionale, ma Harry ne ha fatto la sua forza, imparando a sfruttare ogni più piccolo spazio. “La gente - ricorda il suo ex allenatore Thomas - era nervosa per il fatto che Randall giocasse contro ragazzi più grandi di lui e molto più grossi di lui. Gli avversari lo vedevano come una vittima da distruggere, ma ovviamente questo era più facile a dirsi che a farsi… Non riuscivano a prenderlo. Chi se l’è lasciato scappare dovrebbe mettersi le mani in testa per la disperazione, sta dimostrando che hanno commesso una stupidaggine”. Thomas ricorda anche che Randall parlava un fluente gallese. La sua famiglia è rimasta a vivere in Galles dove ha un’attività specializzata nella costruzione di tetti. La sua partita finisce al 62’, dopo la seconda meta gallese, quando lascia il posto a Ben Youngs, che scrive una pagina di storia: con il cap di oggi il 32enne mediano dei Leicester Tigers raggiunge quota 115, staccando di una presenza il leggendario pilone Jason Leonard per diventare così il giocatore con più presenze nella storia della nazionale inglese.

FINALE

—   Tra il 68’ e il 72’ Smith infila due piazzati che riportano l’Inghilterra a distanza di sicurezza. Quasi allo scadere i gallesi da touche attaccano poco fuori dai 5 metri, arriva un fallo inglese davanti ai pali e il subentrato mediano di mischia Kieran Hardy batte velocemente per se stesso, sorprendendo gli inglesi e infilandosi a schiacciare in mezzo a quattro maglie bianche, con Biggar che trasforma per il -4. Si può giocare un’ultima azione con il cronometro rosso, il Galles deve ripartire dai suoi 22 e riesce a guadagnare un po’ di campo, poi il capitano inglese Courtney Lawes tenta di interrompere un passaggio commettendo un in avanti volontario che permette ai gallesi di andare a lanciare una touche sulla linea dei 10 metri, ma 4 minuti oltre l’80’ è Itoje a rubare un pallone in ruck e a mettere fine alla partita.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/6-nazioni/26-02-2022/sei-nazioni-l-inghilterra-non-brilla-ma-galles-domato-23-19-4301615635757.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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