Capuozzo, lo “scugnizzo” dell’Italia arriva da Grenoble

Capuozzo, lo “scugnizzo” dell’Italia arriva da Grenoble

Se lo vedi per strada lo prendi per uno scugnizzo. Se lo vedi in un campo da rugby pensi di essere tornato indietro di trent’anni, a quando per giocare a livello internazionale non dovevi per forza pesare 100 chili. Se lo vedi in azzurro pensi che ci sia un errore, perché quei movimenti, quel senso della meta, quella lettura del gioco non si vedono da tempo in Italia.

FOLLETTO

—   E invece Ange Capuozzo, 22 anni, 177 cm per 71 kg di scienza ovale, sarà l’estremo titolare della Nazionale che sabato a Cardiff sfiderà il Galles nell’ultimo turno del Sei Nazioni. Con ogni probabilità la serie di 36 sconfitte dell’Italia non si interromperà, devono essere sistemate troppe altre cose prima che un talento, seppure così puro, possa decidere una partita. Però darà alla squadra di Crowley un qualcosa che manca da tanto tempo e che sabato scorso, nella mezz’ora passata in campo contro la Scozia, l’ha portato a vedere varchi dove gli altri vedono muri, a correre come un folletto, a placcare — i due errori appena entrato li abboniamo —, a mettere col sedere a terra Stuart Hogg — uno degli estremi più forti ed esperti del mondo — per passargli a lato e segnare due mete.

SANGUE PARTENOPEO

—   Ange Capuozzo è nato a Grenoble e quindi è figlio del rugby francese, ma ha sangue partenopeo. Il nonno emigrò durante la Seconda Guerra Mondiale, papà ha portato avanti l’attività di guantaio. Ange ha incontrato il rugby a 5 anni a Le Pont-de-Claix, in periferia. “Ero un bambino energico, mi piaceva il contatto”. Cresce, si diverte, gira tutti i ruoli dei trequarti, si specializza a mediano di mischia. Nel 2019 l’Italia under 20 gioca un’amichevole a Grenoble. A fine partita lui si presenta: “Vorrei giocare con voi, sono a disposizione”. Il tecnico azzurro Fabio Roselli lo arruola e lo porta ai Mondiali inventandolo estremo, l’attuale suo ruolo. “Ringrazio ancora oggi Fabio per quell’intuizione”.

LACRIME E METE

—   Il Covid interrompe il filo azzurro. Intanto Ange passa seniores ed esplode nel Pro D2, la serie B francese: miglior estremo del campionato. “L’angelo che fa vincere Grenoble” lo ribattezza Midi Olympique, bibbia ovale transalpina. Lo staff azzurro riallaccia i contatti, a fine ottobre gioca con l’Italia A ma per renderlo azzurro per sempre bisogna aspettare il Sei Nazioni. Nel frattempo lui firma a Tolosa, il club francese più blasonato. E poi arriva Italia-Scozia, la famiglia che si ritrova in tribuna, lui che piange come un bambino durante l’inno di Mameli e poi entra al 50’ di una partita ormai persa. Non può riaprirla ma la infiamma. In spogliatoio i compagni gli faranno cantare “’O surdato ‘nnamurato”. “All’inizio ho guardato un po’ troppo gli avversari. Le due mete sono importanti ma so che devo tenere i piedi per terra. La mia partita non è stata perfetta, dovevo entrarci prima”. Adesso il Galles: “Test importante per l’Italia e per me. Loro sono fortissimi sulle palle alte, quella è una delle chiavi del loro gioco”. Piedi per terra, d’accordo. Ma Ange le ali le ha.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Rugby/6-nazioni/18-03-2022/rugby-sei-nazioni-capuozzo-scugnizzo-dell-italia-arriva-grenoble-4301910121159.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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