Eurocoppe di rugby, anche un italiano va in finale

Ci sono una francese, un'irlandese, una gallese e un'inglese. Ah, poi c'è anche un italiano, sia pure oriundo. Ma non è una barzelletta, bensì il bilancio delle semifinali delle Coppe europee di rugby, giocate nello scorso fine settimana. Erano otto i club in lizza (due a testa per Francia, Irlanda, Galles e Inghilterra) e ogni nazione ne ha portato uno in finale lasciandone indietro un altro. Ma i valori non si equivalgono, perché - come succede nel calcio - una cosa è competere per il massimo trofeo continentale, che nel rugby si chiama Champions Cup, e una è cercare di vincere la manifestazione di rincalzo, che in gergo ovale è la Challenge Cup.

Intendiamoci, sarebbe già un'impresa per un'italiana qualificarsi ai quarti di Challenge, e figuriamoci se arrivasse in finale, ma comunque non si possono appiattire le differenze: a contendersi il titolo di campione d'Europa saranno una squadra irlandese (il Leinster) e una francese (il Racing 92 di Parigi), mentre per la Coppa n. 2 si affronteranno gli inglesi del Gloucester e i Cardiff Blues gallesi. Appuntamento allo stadio San Mames di Bilbao, venerdì 11 e sabato 12 maggio, per vedere in rapida successione prima la finale di Challenge e poi quella di Champions.

In semifinale è stato sempre rispettato il fattore campo, visto che nella sfida “secca” hanno vinto tre team che giocavano sul terreno di casa e un quarto, il Racing, che non giocava a Parigi ma comunque in Francia (a Bordeaux).

A Dublino il Leinster si è aggiudicato la prima delle due semifinali di Champions al termine di un match a senso unico. La macchina in maglia blu, fortissima in tutti i reparti e massima espressione dell'Irlanda vincitrice del Sei Nazioni con tanto di Grande Slam, ha chiuso in un angolo gli Scarlets gallesi infliggendo loro cinque mete prima di concedere una segnatura pesante. Finale 38-16 e Leinster probabilmente favorito per la Coppa.

L'altro confronto è stato un po' più equilibrato ma non quanto lascerebbero pensare il punteggio di 27-22 e il fatto che la squadra sconfitta ha prevalso sia per il possesso palla sia per la presenza nella metà campo avversaria. In realtà il Racing 92 - con una difesa efficace e soprattutto con brillantissimi break offensivi - ha messo al tappeto gli irlandesi del Munster già nel primo tempo concluso sul 24-3. Inarrivabile il trequarti ala Teddy Thomas, autore di due mete e generoso nel lasciare la terza segnatura al compagno Machenaud. Anche il Munster ha segnato tre mete ma quando ormai non c'era più tempo per completare una rimonta.

Il match più incerto si è giocato in Challenge Cup tra il Cardiff e i francesi del Pau. La squadra gallese non è mai stata in svantaggio ma nello stesso tempo non è mai riuscita a scrollarsi di dosso la formazione pirenaica. Primo tempo concluso sul 13-10 e ripresa quasi senza ulteriori appunti alla voce marcatori: il calcio di Jarrod Evans ha determinato il punteggio di 16-10, con una meta per parte. Per il Pau ha segnato Conrad Smith, centro di intelligenza rugbystica superiore e due volte campione di mondo con la Nuova Zelanda, che a fine stagione lascerà per dedicarsi alla professione di avvocato.

Un derby inglese ha determinato l'altra finalista. Partita che si è progressivamente risolta a favore del Gloucester, in testa 15-5 a metà gara e vittorioso alla fine 33-12 (e cinque mete a due) sui Newcastle Falcons. Migliore in campo l'estremo di casa Woodward, atteso a Bilbao da un confronto con un altro n. 15 di gran classe, il nazionale gallese Anscombe. Nell'ultimo atto della Challenge sarà presente anche Jake Polledri, giovane terza linea nato e cresciuto (anche rugbysticamente) in Inghilterra, ma ora pronto a brillare nella Nazionale italiana.

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