RugbyRUGBY PRO 14

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Edoardo Gori in buon momento. Fama

Tre vittorie consecutive per dare una nuova prospettiva alla seconda parte di stagione grazie ai 14 punti aggiunti alla classifica (anche se il quarto posto di Edimburgo resta a più 8). Tre vittorie marcate Benetton Treviso per arrivare a 6 in stagione e migliorare quanto fatto in tutta la passata stagione. Tre vittorie che hanno un comune denominatore nella capacità di cambiare marcia nel secondo tempo. Sia nelle due sfide contro le Zebre che in questo turno contro i sudafricani Cheetahs, i Leoni sono stati sonnacchiosi nei primi 40’, in cui hanno spesso subito le folate offensive avversarie senza però mai crollare: 6-3 il vantaggio all’intervallo nel primo derby, 6-6 il parziale nel secondo, 5-9 a favore degli ospiti ieri a Monigo. Nei secondi tempi si è sempre presentata in campo un’altra squadra, capace in queste tre sfide di segnare 10 mete dopo il riposo. Piano tattico? Tre indizi così palesi non possono che confermarlo. Ma sono i giocatori in campo che devono sempre metterlo in pratica, ed in questo senso coach Crowley ed il suo staff stanno trovando sempre risposte importanti da chi entra dalla panchina.
decisivi — In particolare sono tre i giocatori che stanno contribuendo a cambiare il volto del Benetton entrando dalla panchina. Uno di questi è Hame Faiva, il tallonatore neozelandese arrivato a novembre da Waikato. Sua la meta che al primo minuto del secondo tempo ha firmato l’allungo decisivo nel derby d’andata sul primo pallone toccato dopo essere entrato in campo, sue due delle quattro mete segnate ieri ai Cheetahs, una ancora con un affondo di potenza e l’altra ad approfittare dell’avanzata decisa della maul. Gli altri due nomi sono importanti anche in chiave azzurra. Edoardo Gori ha saputo far cambiare passo al Benetton entrando a partita in corso, proprio come l’ha utilizzato a novembre il c.t. O’Shea come cambio di Violi. Federico Ruzza sta invece contribuendo in maniera determinante a sistemare i problemi in rimessa laterale, ma sa anche a trovare la via della meta: quella contro i Cheetahs è la terza in Pro 14, a cui va aggiunta anche la marcatura in Champions Cup in casa degli Scarlets nell’unica gara giocata da titolare nelle ultime 7 presenze.
le convocazioni — Sia Gori sia Ruzza saranno nell’elenco dei convocati che il c.t. O’Shea diramerà martedì in vista del Sei Nazioni. Un gruppo allargato con diverse situazioni da valutare. Ad esempio alle ali, dove Angelo Esposito ha purtroppo già terminato la stagione, Leonardo Sarto ha saltato le ultime partite di Glasgow per un problema alla spalla e le Zebre sabato proprio contro i Warriors non hanno avuto a disposizione Mattia Bellini. Per contro, il ritorno di Edoardo Padovani in maglia bianconera fa sì che con Hayward e Minozzi siano in 3 a giocarsi una maglia da estremo. Ma degli 80’ in campo all’esordio, Padovani ha giocato gli ultimi 20 da primo centro al posto di Castello: altri esperimenti in vista?
novità azzurre? — Rispetto ai test di novembre, nel pacchetto di mischia O’Shea dovrebbe ritrovare Biagi e Mbandà (quest’ultimo in meta contro Glasgow al pari di un Giammarioli nuovamente esplosivo), mentre resta da capire la situazione di Licata, che dopo un avvio di stagione esaltante con la maglia delle Zebre e i primi caps in azzurro è rientrato alle Fiamme Oro. I prossimi due turni di coppa potrebbero essere l’occasione per rivederlo da permit player in bianconero contro Pau e Agen per testarlo nuovamente ad alto livello. Le novità principali potrebbero però riguardare la prima linea, ed in particolare il ruolo di pilone destro con Simone Ferrari fuori ormai da più di un mese e Dario Chistolini che ha saltato le ultime due partite delle Zebre. L’usato sicuro è Lorenzo Cittadini, in rampa di lancio c’è Tiziano Pasquali ma la novità potrebbe essere Cherif Traorè, 23 anni nato in Guinea, ma cresciuto nelle giovanili a Viadana. Anche lui entrando dalla panchina ha saputo mettere il suo marchio sulle vittorie di Treviso. Una mentalità da trasmettere in azzurro.