Rugby, l’Italia crolla con Sudafrica e Argentina. Azzurri, tra limiti e speranze: ottimismo con i giovani?

L’Italia termina il ciclo dei test match di novembre con una vittoria e due sconfitte: successo in apertura contro le Fiji (la partita da portare a casa a tutti i costi), poi i ko con Argentina e Sudafrica. Oggettivamente le due squadre dell’emisfero australe sono di un’altra categoria e complessivamente lo si è visto nelle due uscite: contro i Pumas gli azzurri hanno fatto match pari per 70′ prima di crollare nel finale, contro gli Springboks non c’è mai stata storia con cinque mete subite pesantissime.

Sotto la gestione Conor O’Shea l’Italia si è imposta per quattro volte mentre i ko sono stati ben 13: un bilancio decisamente negativo anche se alcuni lampi non sono mancati (pensiamo alla leggendaria vittoria proprio contro il Sudafrica un anno fa a Firenze) e soprattutto si sta intravedendo un lavoro in prospettiva che lascia presagire un futuro più roseo. Il gruppo giovane si sta rivelando promettente, dal campo arrivano comunque buoni segnali tecnici anche se i limiti sono spesso evidenti: sovente caliamo fisicamente alla distanza (contro l’Argentina questo aspetto è stato molto marcato), abbiamo anche poca fantasia e stentiamo a mettere sotto gli avversari con una certa continuità. Il fatto di aver segnato una sola meta in tre partite (Ferrari contro le Fiji) è significativo: la vena realizzativa non è certamente delle migliori, ci siamo affidati troppo al piede di Canna che è una delle note migliori (finalmente abbiamo trovato un giocatore di livello per i piazzati?).

Parisse e compagni devono crescere ulteriormente sotto diversi aspetti se davvero vogliono fare un ulteriore salto di qualità e giocarsela seriamente con squadre più blasonate e oggettivamente più forti. Il capitano sta facendo da chioccia a tanti giocatori di cui parla un gran bene, i club stanno facendo bella figura a livello internazionale come non era praticamente mai successo, il rugby italiano sta provando a compiere dei passi in avanti e la Nazionale sta crescendo piano piano. Sconfitte così pesanti non fanno benissimo ma O’Shea e Parisse si dichiarano ottimisti: davvero il vento potrà cambiare, magari già a partire dal prossimo Sei Nazioni? L’Italia aspetta, il tempo delle sconfitte onorevoli sembra ormai essere passato.

(foto Lorenzo Di Cola)