Rugby, all’Italia non è bastato ritrovare la mischia

Rugby, all’Italia non è bastato ritrovare la mischia

Dominare l'Argentina nelle fasi statiche e perdere la partita. Che peccato. E che paradosso sarebbe stato fino a qualche anno fa, quando i Pumas - pur potendo sempre contare su trequarti di valore - si affidavano prevalentemente a un pacchetto solido, tecnico e cinico per fare risultato. Il fatto è che la squadra sudamericana - spesso nelle vesti dell'ultima della classe da quando è entrata nel Championship e affronta regolarmente Nuova Zelanda, Australia e Sudafrica - ha cambiato il proprio modo di giocare e sa rendersi pericolosa con azioni offensive più ariose. Quelle che alla lunga hanno punito gli Azzurri, buoni ma non ottimi in difesa e costretti ad arrendersi dopo una serie di fasi costruite con efficacia dagli avversari.

Sabato scorso, a Firenze, il team del ct irlandese Conor O' Shea non ha fallito su tutti i fronti, e anzi si può dire che la mischia appare ritrovata, a partire da un “giovane” reparto di prima linea. Ma è dietro che fatichiamo, non riuscendo a trasformare in movimenti ficcanti e pericolosi i palloni conquistati con una certa regolarità. Torniamo a parlare di fantasia che manca, di incapacità - a questi livelli - di superare chi ti sta di fronte nell’uno contro uno, anche di un tasso di errori un po' troppo alto. Se vogliamo, in questo frangente si può anche considerare l’assenza di Michele Campagnaro, forse il trequarti italiano più brillante negli ultimi anni. Ma visto che a inizio stagione ha subìto un infortunio grave, tale da tenerlo sicuramente fuori almeno fino al termine del Sei Nazioni, dobbiamo farcene una ragione, tanto più che anche le altre squadre hanno spesso uomini fuori causa.

Che fare, a questo punto? Continuare a lavorare, considerando che negli ultimi mesi le Zebre, uno dei due superclub del rugby italiano, hanno saputo esprimere un gioco al largo di buon livello, e che dall’altro lato il Benetton ha saputo farsi valere con la mischia. La Nazionale è ringiovanita e i talenti non mancano. Vale la pena di aspettare con curiosità e perfino con un pizzico di fiducia quello che succederà nel 2018.

Intanto, però, c'è da chiudere il 2017, contro il Sudafrica che sabato sfiderà Parisse e i suoi a Padova. Sconfitti clamorosamente l'anno scorso a Firenze, gli Springboks sembrano un po' migliorati: questo non ha impedito loro di perdere di brutto (38-3) in casa dell’Irlanda, ma poi è arrivata la riscossa ai danni della Francia, battuta 18-17. Uno dei diversi confronti conclusi con scarti di misura: addirittura, ha rischiato fino all’ultimo la Nuova Zelanda, infine vincitrice 22-17 in casa della Scozia, mentre l'Irlanda ha superato Figi di soli tre punti (23-20) e un Galles “sperimentale” ha fatto fare bella figura alla Georgia, che a Cardiff è stata superata 13-6. Gap notevole, invece, a Londra fra Inghilterra e Australia, con i padroni di casa che, segnando due mete negli ultimissimi minuti, hanno portato sul 30-6 il risultato finale.

I TEST MATCH AUTUNNALI
Sabato 11 novembre: ITALIA-Figi 19-10; Scozia-Samoa 44-38; Inghilterra-Argentina 21-8; Galles-Australia 21-29; Irlanda-Sudafrica 38-3; Francia-Nuova Zelanda 18-38; Georgia-Canada 54-22
Sabato 18 novembre: ITALIA-Argentina 15-31; Inghilterra-Australia 30-6; Scozia-Nuova Zelanda 17-22; Irlanda-Figi 23-20; Francia-Sudafrica 17-18; Galles-Georgia 13-6; Romania-Samoa 17-13; Giappone-Tonga (a Tolosa) 39-6; Spagna-Canada 27-37
Sabato 25 novembre: ITALIA-Sudafrica; Scozia-Australia; Inghilterra-Samoa; Galles-Nuova Zelanda; Irlanda-Argentina; Francia-Giappone; Romania-Tonga; Georgia-Usa; Figi-Canada (a Narbonne); Namibia-Uruguay; Spagna-Brasile
Sabato 2 dicembre: Galles-Sudafrica

IL RANKING MONDIALE
1. Nuova Zelanda; 2. Inghilterra; 3. Australia; 4. Irlanda; 5. Sudafrica; 6. Scozia; 7. Galles; 8. Francia; 9. Argentina; 10. Figi; 11. Giappone; 12. Georgia; 13. ITALIA; 14. Romania; 15. Tonga; 16. Samoa; 17. Usa; 18. Uruguay; 19. Russia; 20. Spagna

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